Se il file trasmesso non supera i controlli che il Sistema di Interscambio effettua, il soggetto trasmittente riceve una “notifica di scarto”, entro 5 giorni dalla trasmissione. Ai fini IVA la fattura non è emessa, considerato che è regolarmente emessa solo a fronte della ricezione di una “ricevuta di consegna” o di una “ricevuta di impossibilità di recapito”.

Non è necessaria l’emissione di una nota di variazione allo SdI, atteso che la fattura non è emessa e che il cliente non ha ricevuto la fattura.

A fronte della mancata emissione della fattura, è necessario riemettere la fattura entro 5 giorni dallo scarto, in analogia con la prassi delle dichiarazioni fiscali.

Quanto alle modalità di riemissione della fattura, queste dipenderanno, però, dalla tipologia di errore rilevato dallo SdI e che ha prodotto l’esito di scarto.

Occorre distinguere se si tratta di errori su dati:

  1. non inerenti al contenuto della fattura: si può trattare ad esempio della nomenclatura (nome) o delle dimensioni del file;

  2. relativi al contenuto della fattura: può trattarsi degli errori che derivano dalla verifica di coerenza sul contenuto della fattura (ad esempio, verifica della compilazione del campo “Natura” in assenza di compilazione del campo relativo all’imposta) o dalla verifica di validità del contenuto della fattura (ad esempio, verifica dell’esistenza del codice destinatario e verifica della partita IVA delle parti).

Nel primo caso (errori non inerenti al contenuto della fattura), sarà sufficiente:

  • produrre un duplicato del file xml della fattura già trasmessa senza intervenire sul contenuto dello stesso;

  • trasmettere nuovamente il file al SdI;

  • conservare comunque il file della fattura originaria scartata e la relativa ricevuta di scarto.

Nel secondo caso (errori relativi al contenuto della fattura), occorre:

  • verificare l’errore e procedere a correggerlo: se ad esempio, l’errore riguarda la denominazione o la partita IVA del cliente, si dovrà verificare i dati inseriti in anagrafica ed intervenire apportando le necessarie modifiche;

  • generare il file Xml corretto;

  • trasmettere nuovamente il file al SdI;

  • conservare comunque il file della fattura originaria scartata e la relativa ricevuta di scarto.

Mentre nel primo caso, la sostituzione del file scartato con quello corretto è un risultato facilmente ottenibile, atteso che si tratta di una semplice duplicazione del file, nel secondo caso la sostituzione dipenderà dal gestionale in uso.

Se questo consente di eliminare dal sistema contabile il file scartato, il file Xml corretto può prendere il posto del primo, acquisendone anche medesime data e numero.

Data, 30/06/2019