Il Governo sta procedendo a riscrivere il calendario fiscale con l’intenzione di superare il meccanismo attualmente applicato che prevede, per gli autonomi, il versamento di due acconti e di un saldo.

Secondo le intenzioni dell’Esecutivo il prelievo tributario dovrà essere “spalmato in versamenti mensili o trimestrali sulla base degli incassi del periodo, ovvero dei relativi pagamenti”.

Il Fisco, però, è a conoscenza dei soli dati risultanti dalle fatture elettroniche emesse e ricevute e non è in possesso, invece, di alcuna informazione circa gli avvenuti incassi o pagamenti delle spese.

Si pone dunque il problema di comprendere come l’Agenzia delle Entrate sia in grado di entrare in possesso dei flussi finanziari.

Sussiste il fondato sospetto che il legislatore intenda rendere obbligatorio per gli operatori la comunicazione degli incassi e pagamenti . Se questa fosse la soluzione, ne conseguirebbe un evidente aggravio degli adempimenti per tutti i contribuenti. E dunque probabile, anche a seguito delle dichiarazioni fornite dal Ministro dell’Economia, che la manovra d’estate preveda già un’anticipazione del meccanismo del saldo e degli acconti.

Il rinvio delle tasse sospese

Il decreto di agosto dovrebbe prevedere un ulteriore rinvio del termine di versamento dei tributi precedentemente sospesi nei mesi di marzo, aprile e maggio. Per il momento la scadenza è fissata alla data del 16 settembre . Il versamento deve essere effettuato in un’unica soluzione, ovvero in quattro rate di eguale importo.

Il legislatore dovrebbe lasciare inalterata la scadenza del 16 settembre prossimo per il 50% del debito complessivo arretrato. Sarà però comunque possibile pagare la metà dell’importo a rate, ma nell’anno 2020. Invece, il pagamento del residuo 50% dovrebbe essere rinviato al successivo anno 2021.

Le cartelle di pagamento

Per il momento i debiti iscritti a ruolo e risultanti dalle cartelle di pagamento sono sospesi fino al 31 agosto. Il versamento dell’arretrato dovrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2020.

Ora, invece, la manovra d’estate dovrebbe prevedere un altro stop fino al 31 ottobre .

Il versamento dell’arretrato, anche dovuto sulla base di piani di rateazione le cui rate sono scadute, dovrebbe essere rinviato fino al termine del mese di novembre.

Le misure sul lavoro

Una parte del finanziamento in deficit dovrebbe essere destinato ad una serie di misure riguardanti il lavoro. Dovrebbe essere previsto uno sgravio contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Lo sgravio dovrebbe azzerare del tutto i contributi dovuti.

Una misura analoga dovrebbe essere prevista per quelle imprese che rinunciano alla cassa integrazione richiamando in servizio i lavoratori.

Dovrebbe essere rifinanziata per 18 settimane la cassa integrazione, ma questa volta, solo alle aziende che hanno registrato un calo di fatturato.

30/07/2020