Con la risposta a interpello n. 11 del 24 gennaio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha reso noto che: il sistema dell’inversione contabile, reverse charge, è attuato attraverso due modalità alternative a seconda che il fornitore estero, sia un soggetto passivo IVA stabilito fuori dall’UE o nell’UE. Nel primo caso di fornitore extra-UE, il committente/cessionario italiano emette un’autofattura, mentre quando il fornitore è stabilito in altro Stato dell’UE, il committente/cessionario italiano adempie gli obblighi di fatturazione e di registrazione, integrando la fattura ricevuta con l’IVA “italiana”.

 

Data, 03/02/2020