L’art. 12 del D.L. n. 34/2019 ha introdotto la fatturazione elettronica con San Marino prevendendo che gli adempimenti relativi ai rapporti di scambio con la Repubblica di San Marino, di cui al D.M. 24 dicembre 1993 del Ministro delle Finanze, siano eseguiti in via elettronica secondo modalità stabilite con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze (vale a dire il D.M. 21 giugno 2021, pubblicato nella G.U. n. 168 del 15 luglio 2021).

Il perimetro dell’obbligo di fatturazione elettronica è, quindi, circoscritto unicamente alle cessioni e agli acquisti di beni che intervengono con operatori sammarinesi, atteso che il D.M. 24 dicembre 1993 – che sarà abrogato in concomitanza con l’entrata in vigore del D.M. 21 giugno 2021 – disciplinava solo queste operazioni.

Come già previsto dall’art. 12, D.L. n. 34/2019, vengono confermati gli esoneri dall’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica previsti da specifiche disposizioni di legge come, ad esempio, quelle che riguardano i soggetti che aderiscono al regime IVA forfetario che, tuttavia, possono optare per la fattura elettronica.

Nel processo di fatturazione elettronica assume un ruolo anche l’Ufficio tributario di San Marino. Infatti, le fatture emesse dagli operatori italiani sono trasmesse dal Sistema di Interscambio (SdI) all’Ufficio tributario sammarinese che verifica il regolare assolvimento dell’imposta sull’importazione. Se l’esito è positivo, il medesimo Ufficio ne dà comunicazione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate attraverso apposito canale telematico.

Anche le fatture emesse dai fornitori sammarinesi vengono controllate dall’Ufficio tributario. Se l’esito di tale controllo è positivo, le fatture sono trasmesse dall’Ufficio al SdI per il recapito al cessionario italiano, che le può visualizzarle attraverso un apposito canale telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Un altro aspetto importante è il novero dei soggetti obbligati alla fatturazione elettronica: accanto ai soggetti passivi d’imposta residenti o stabiliti in Italia , nel decreto compaiono, infatti, anche i soggetti “identificati in Italia (art. 3 del decreto). Norma che appare in contrasto con quanto disposto dall’art. 1, comma 3, D.Lgs. n. 127/2015, secondo cui i soggetti in generale tenuti alla fatturazione elettronica sono solo i soggetti residenti e stabiliti.

Sul punto si auspicano chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Tempistica

Dopo un periodo transitorio che si estende dal 1° ottobre 2021 al 30 giugno 2022, nel quale gli operatori potranno scegliere se continuare con la fatturazione cartacea ovvero adottare quella elettronica, a partire dal 1° luglio 2022 l’obbligo sarà indifferibile, sempre fermi restando gli esoneri previsti dalla normativa IVA.

La disciplina dei rapporti con San Marino

Il decreto conferma sostanzialmente la disciplina contenuta nel D.M. 24 dicembre 1993, sia sotto il profilo procedurale (modalità di emissione e ricezione delle fatture , ruolo dell’Ufficio tributario di San Marino, etc.), sia sotto il profilo del trattamento IVA (non imponibilità per le cessioni di beni, etc.), non senza tuttavia aggiornare la disciplina in considerazione degli obblighi di fatturazione elettronica.

Operazioni verso San Marino

 Per quanto riguarda le cessioni di beni verso operatori di San Marino, con spedizione o trasporto nella Repubblica di San Marino, le fatture di cui all’art. 21, D.P.R. n. 633/1972, emesse in formato elettronico nei confronti di operatori sammarinesi che abbiano comunicato il numero di identificazione agli stessi attribuito dalla Repubblica di San Marino, devono riportare il numero identificativo del cessionario sammarinese e sono trasmesse dal SdI all’ufficio tributario di San Marino (ufficio tributario). Quest’ultimo, una volta verificato il regolare assolvimento dell’imposta sull’importazione, convalida la regolarità della fattura e comunica l’esito del controllo al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate attraverso apposito canale telematico.

L’operatore economico italiano visualizza telematicamente l’esito del controllo effettuato dall’ufficio tributario di San Marino attraverso un apposito canale telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Se entro i quattro mesi successivi all’emissione della fattura, l’ufficio tributario non ne ha convalidato la regolarità, l’operatore economico italiano, nei 30 giorni successivi emette nota di variazione , ai sensi dell’art. 26, comma 1, del decreto IVA, senza il pagamento di sanzioni e interessi.

Operazioni da San Marino

 Per quanto riguarda le operazioni da San Marino, le fatture elettroniche emesse dai fornitori sammarinesi (muniti di numero di identificazione rilasciato da San Marino) sono trasmesse dall’Ufficio tributario di San Marino al SdI, il quale le recapita al cliente italiano.

Quest’ultimo le visualizza come fatture elettroniche ricevute, attraverso un apposito canale telematico messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

Conferme per il trattamento IVA…

Il decreto sostanzialmente conferma – con alcune precisazioni – il trattamento IVA delle operazioni con San Marino e le procedure relative all’emissione delle fatture cartacee.

Quanto al trattamento IVA, la cessione di beni nei confronti di un operatore di San Marino si considera non imponibile, ai sensi dell’art. 71 del D.P.R. n. 633/1972, che richiama gli articoli 8 e 9 dello stesso decreto, relativi rispettivamente alle “Cessioni all’esportazione” e ai “Servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali”.

La non imponibilità IVA è riconosciuta se ricorrono le seguenti condizioni :

  1. in caso di fattura elettronica , l’ufficio tributario abbia convalidato la regolarità del documento ai sensi dell’art. 3, comma 1, del decreto;
  2. in caso di fattura cartacea, il cedente sia in possesso di un esemplare della fattura restituita dal cessionario sammarinese vidimata con l’indicazione della data, munita di timbro a secco circolare contenente intorno allo stemma ufficiale sammarinese la dicitura «Rep. di San Marino Uff. tributario».

… e per le procedure per l’emissione delle fatture

Per quanto riguarda le procedure:

  • con riferimento alle cessioni di beni verso San Marino, il cedente italiano deve emettere la fattura in tre esemplari , due dei quali sono consegnati al cessionario. Quest’ultimo, entro quattro mesi dall’emissione della fattura, deve restituire al fornitore un esemplare della fattura cartacea vidimata dall’ufficio tributario;
  • con riguardo alle cessioni di beni verso l’Italia , il cedente di San Marino può continuare a scegliere tra l’esercizio della rivalsa dell’IVA, applicandola in fattura, e la non applicazione dell’imposta: in questo secondo caso l’IVA è applicata dal cliente italiano secondo quanto disposto dall’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972. Tale scelta può essere operata sia in caso di fatturazione cartacea che elettronica.

Confermato anche il regime attualmente vigente per le vendite a distanza . Le cessioni ai privati residenti in Italia o a San Marino scontano l’imposta nel Paese di destinazione dei beni, quando il cedente nel corso dell’anno solare precedente ha posto in essere vendite a distanza nei confronti di soggetti dell’altro Stato per un ammontare complessivo superiore a 28.000 euro e sempreché tale limite non sia stato superato nell’anno in corso.

Le prestazioni di servizi

Escluse dall’obbligo di fatturazione elettronica che riguarda solo le operazioni di cessione/acquisto di beni, le prestazioni di servizi, rese da un prestatore italiano nei confronti di un committente sammarinese, che abbia comunicato il numero di identificazione attribuito dalla Repubblica di San Marino, sono oggetto di una specifica previsione del decreto (art. 20).

In particolare, l’emittente ha la facoltà di scegliere tra fattura cartacea ovvero fattura elettronica . In questo secondo caso, la fattura è emessa in formato elettronico tramite SdI, che la trasmette all’ufficio tributario per il successivo inoltro al committente, una volta completati i controlli cui è tenuto.

29/07/2021