Ora il provvedimento, che deve essere convertito in legge entro il 5 gennaio 2022, passa all’esame del Senato.

Contributi e credito d’imposta per le imprese turistiche

Per l’art. 1 – che prevede un credito d’imposta e un contributo a fondo perduto per le imprese turistiche – il passaggio parlamentare apporta diverse novità.

In primo luogo, l’ampliamento della platea delle imprese beneficiarie degli incentivi. Oltre alle imprese alberghiere, alle imprese che esercitano attività agrituristica, alle imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta, nonché alle imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici (soggetti già previsti nel testo originario dell’art. 1 del D.L. 152/2021), sono aggiunti i parchi acquatici e faunistici.

Viene poi precisato che le agevolazioni sono riconosciute alle imprese titolari del diritto di proprietà delle strutture immobiliari in cui è esercitata una delle predette attività imprenditoriali.

Con un ulteriore ritocco viene specificato che – oltre al credito d’imposta (come già previsto nella formulazione originaria del decreto legge) – anche il contributo a fondo perduto non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e dei componenti negativi di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR.

Nessuna modifica , invece, per quanto riguarda gli interventi agevolabili . Il credito

d’imposta (pari all’80% delle spese sostenute) e il contributo a fondo perduto (pari al 50% delle spese sostenute, fino ad un importo massimo di 40.000 euro, eventualmente innalzabile, in presenza di specifiche condizioni. fino a 100.000 euro per ciascun beneficiario) sono riconosciuti in relazione alle spese sostenute (compreso il servizio per la progettazione) per la realizzazione di uno o più interventi:

  • interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche ;
  • opere edilizie (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi di cui ai punti precedenti;
  • per gli stabilimenti termali : realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali;
  • interventi di digitalizzazione , con riferimento alle spese sostenute per: impianti wi-fi , siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi e pubblicità per promuovere e commercializzare servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate, consulenza per la comunicazione e il marketing digitale, strumenti per la promozione di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità.

Sono ammissibili gli interventi realizzati a decorrere dal 7 novembre 2021 fino al 31 dicembre 2024.

Il credito d’imposta si applica anche in relazione ad interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi al 7 novembre 2021, a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere dal 7 novembre 2021.

Nuovo contributo a fondo perduto per le imprese della ristorazione

Con una nuova disposizione (art. 1, commi da 17-bis a 17-quinquies), viene istituito un fondo da 10 milioni di  euro, per l’anno 2021, diretto a sostenere (attraverso l’erogazione di un contributo a fondo perduto) la ripresa e la continuità  dell’attività  delle imprese operanti nel settore della ristorazione.

È demandato ad un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico (di concerto con il Ministro del turismo e con il Ministro dell’economia e delle finanze) il compito di definire i criteri, le modalità e l’ammontare del contributo (importo che potrà essere determinato anche avvalendosi dell’Agenzia delle Entrate).

L’efficacia delle disposizioni è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Garanzie per i finanziamenti nel settore turistico

Ritoccato anche l’art. 2, che istituisce nell’ambito del Fondo di garanzia per le PMI, la “Sezione Speciale Turismo” per la concessione di garanzie alle imprese turistiche  indicate all’art. 1 e ai giovani fino a 35 anni di età che intendono avviare un’attività nel settore turistico.

Con la modifica apportata al comma 1, viene previsto che, per i giovani che intendono avviare attività nel settore agrituristico, le garanzie sono concesse ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 40 anni .

La sezione ha una dotazione di 100 milioni di euro per l’anno 2021, 58 milioni di euro per l’anno 2022, 100 milioni di euro per l’anno 2023 e 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, con una riserva del 50% dedicata agli interventi volti al supporto degli investimenti di riqualificazione energetica.

Le garanzie saranno rilasciate su singoli finanziamenti o su portafogli di finanziamenti per interventi di riqualificazione energetica e innovazione digitale.

La sezione prevede condizioni di particolare favore, tra le quali:

  • la garanzia è concessa a titolo gratuito;
  • l’importo massimo garantito per singola impresa è elevato a 5 milioni di euro;
  • sono ammesse alla garanzia le imprese con un numero di dipendenti non superiore a 499;
  • sono ammissibili alla garanzia del Fondo i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché il nuovo finanziamento preveda l’erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 25% dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione e a condizione che il rilascio della garanzia sia idoneo a determinare un minor costo o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello oggetto di rinegoziazione;
  • la garanzia è concessa senza applicazione del modello di valutazione . Con una seconda modifica (nuovo comma 3-bis), si dispone che:
  • per l’attività di rilascio delle garanzie il consiglio di gestione del Fondo adotta un modello di valutazione del rischio adeguato alle specificità economico-finanziarie delle imprese turistico- ricettive;
  • la composizione del consiglio di gestione del Fondo è integrata con un membro designato dal Ministero del turismo e con un rappresentante delle organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle imprese turistico-ricettive.

Fondo turismo

Con una nuova disposizione (art. 3-bis), viene rifinanziato il Fondo turismo istituito dall’art. 178 del D.L. 34/2020, finalizzato a sostenere il settore turistico mediante operazioni di mercato.

In particolare, la disponibilità del Fondo è incrementata di 40 milioni di euro per l’anno 2022 , di 15 milioni di euro per l’anno 2023, di 15 milioni di euro per l’anno 2024 e di 30 milioni di euro per l’anno 2025.

Distretti turistici

Nel passaggio parlamentare si è intervenuti anche sulla disciplina dei distretti turistici di cui all’art. 3 del D.L. 70/2021 (art. 8-bis).

Detti distretti possono essere istituiti, con decreto del Ministro del turismo, su richiesta delle imprese del settore che operano nei territori interessati, previa intesa con le Regioni interessate, con gli obiettivi di riqualificare e rilanciare l’offerta  turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano con particolare riferimento alle opportunità di investimento, di accesso al credito, di semplificazione e celerità nei rapporti con le pubbliche amministrazioni.

Con la modifica apportata si proroga dal 31 dicembre 2021 al 31 dicembre 2023 il termine entro il quale le Regioni – d’intesa con il Ministero e del turismo e con i Comuni interessati – devono effettuare la delimitazione dei distretti turistici.

Fondo Nuove Competenze

Con l’art. 10-bis vengono incrementate di 100 milioni di euro, per l’anno 2021, le risorse del Fondo Nuove Competenze, di cui all’art. 88, comma 1, del D.L. n. 34/2020.

Sanzioni a chi nega pagamenti effettuati con carte di debito e credito

L’art. 19-ter disciplina le sanzioni amministrative per la violazione dell’obbligo, da parte di commercianti e professionisti, di accettare pagamenti con carte di debito o di credito precisando che la sanzione è applicabile in caso di rifiuto del pagamento di qualsiasi importo.

In particolare, si modifica l’art. 15 del D.L. n. 1/2012, prevedendo che, a decorrere dal 1° gennaio 2023, nei casi di mancata accettazione di un pagamento, di qualsiasi importo, effettuato con una carta di pagamento (carta di debito e carta di credito) da parte di un soggetto obbligato, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma pari a 30 euro, aumentata del 4% del valore della transazione per la quale sia stata rifiutata l’accettazione del pagamento.

Obbligo di comunicazione anche per il lavoro intermediato

Dal passaggio parlamentare arrivano novità anche in materia di lavoro.

In particolare, con il comma 2-decies dell’art. 27 intervenendo sull’art. 9-bis del D.L. n. 510/1996, viene introdotto l’obbligo di comunicazione per tutti i rapporti di lavoro intermediato dalle piattaforme digitali , incluse le attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.

Ai fini di tale adempimento, si presume lavoro intermediato da piattaforma digitale la prestazione d’opera, compresa quella intellettuale, il cui corrispettivo è erogato dal committente della prestazione d’opera tramite piattaforma digitale.

La comunicazione deve essere effettuata dal committente della prestazione d’opera entro il ventesimo giorno del mese successivo all’instaurazione del rapporto di lavoro. In caso di stipula contestuale di due o più contratti di lavoro intermediato da piattaforme digitali, l’obbligo può essere assolto mediante un’unica comunicazione contenente le generalità del committente della prestazione d’opera e dei lavoratori, la data di inizio e di cessazione della prestazione, le ore di lavoro presunte e l’inquadramento contrattuale.

È demandato ad un decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali il compito di definire le modalità di trasmissione della comunicazione.

Piattaforma digitale per l’erogazione di benefici economici pubblici

All’art. 28-bis viene previsto che i benefici economici, attribuiti da un’amministrazione pubblica a favore di persone fisiche o giuridiche residenti nel territorio dello Stato e destinati a specifici acquisti da effettuarsi mediante terminali di pagamento (POS) fisici o virtuali, possono essere erogati mediante l’utilizzo della piattaforma tecnologica per l’interconnessione e l’interoperabilità tra le pubbliche amministrazioni e i prestatori di servizi di pagamento abilitati, di cui all’art. 5, comma 2, D.lgs. n. 2/2005. La progettazione, realizzazione e gestione del sistema informativo destinato all’attribuzione dei benefici sono affidati a PagoPa.

Con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Garante per la protezione dei dati personali per gli aspetti di competenza, dovranno essere definiti il cronoprogramma procedurale per la progettazione

e realizzazione della infrastruttura di erogazione dei benefici e le modalità di attuazione, comprese le modalità di funzionamento della piattaforma e, in particolare, la definizione delle modalità di colloquio con i sistemi informativi utilizzati dalle amministrazioni per la gestione contabile della spesa, le modalità standardizzate di erogazione e fruizione dei benefici, le modalità di verifica del rispetto dei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, nonché le modalità di remunerazione del servizio da parte delle pubbliche amministrazioni che intendono avvalersene al fine di coprire i costi di gestione della piattaforma e garantirne l’autosostenibilità a regime.

Le amministrazioni pubbliche dovranno definire i casi di utilizzo della piattaforma, nel rispetto delle modalità di funzionamento stabilite con predetto decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Novità per i contratti di spedizione e trasporto

L’art. 30-bis apporta molteplici modifiche alla disciplina dei contratti di spedizione e trasporto.

In primo luogo, viene riscritto l’art. 1696 del codice civile, riguardante i limiti al risarcimento del danno per perdita o avaria delle cose trasportate.

In base alla nuova formulazione dell’articolo, il danno derivante da perdita o da avaria si calcola secondo il prezzo corrente delle cose trasportate nel luogo e nel tempo della riconsegna. Il risarcimento dovuto dal vettore non può essere superiore a 1 euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata nei trasporti nazionali terrestri e all’importo di cui all’art. 23, paragrafo 3, della Convenzione relativa al contratto di trasporto internazionale di merci su strada, con Protocollo, firmata a Ginevra il 19 maggio 1956, ratificata ai sensi della legge 6 dicembre 1960, n. 1621, nei trasporti internazionali terrestri, ovvero ai limiti previsti dalle convenzioni internazionali o dalle leggi nazionali applicabili per i trasporti aerei, marittimi, fluviali e ferroviari, sempre che ricorrano i presupposti ivi previsti per il sorgere della responsabilità del vettore.

Nel caso in cui il trasporto sia effettuato per il tramite di più mezzi vettoriali di natura diversa e non sia possibile distinguere in quale fase del trasporto si sia verificato il danno, il risarcimento dovuto dal vettore non può in ogni caso essere superiore a 1 euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata nei trasporti nazionali e a 3 euro per ogni chilogrammo di peso lordo della merce perduta o avariata nei trasporti internazionali.

Viene poi puntualizzato che:

  • le predette disposizioni non sono derogabili a favore del vettore se non nei casi e con le modalità previsti dalle leggi speciali e dalle convenzioni internazionali applicabili;
  • il vettore non può avvalersi della limitazione della responsabilità prevista a suo favore dal presente articolo ove sia fornita la prova che la perdita o l’avaria della merce sono stati determinati da dolo o colpa grave del vettore o dei suoi dipendenti e preposti, ovvero di ogni altro soggetto di cui egli si sia avvalso per l’esecuzione del trasporto, quando tali soggetti abbiano agito nell’esercizio delle loro

Viene sostituito anche l’art. 1737 (Nozione) del codice civile. Secondo la nuova versione, il contratto di spedizione è un mandato con il quale lo spedizioniere assume l’obbligo di concludere in nome proprio e per conto del mandante o, se dotato di poteri di rappresentanza, in nome e per conto del mandante, uno o più contratti di trasporto con uno o più vettori e di compiere le operazioni accessorie.

Viene inoltre abrogato l’art. 1738 (Revoca) e riscritto l’art. 1739 (Obblighi dello spedizioniere), prevedendo che:

  • nell’esecuzione del mandato lo spedizioniere è tenuto a osservare le istruzioni del mandante ;
  • lo spedizioniere non ha l’obbligo di provvedere all’assicurazione delle cose spedite, salva espressa richiesta del

Viene altresì abrogato l’art. 1740 (Diritti dello spedizioniere) e sostituito l’art. 1741 (Spedizioniere vettore), stabilendo che lo spedizioniere che con mezzi propri o altrui assume l’esecuzione del trasporto, in tutto o in parte, ha gli obblighi e i diritti del vettore.

Infine, viene riscritto l’art. 2761 (Crediti del vettore, dello spedizioniere, del mandatario, del depositario e del sequestratario). In base al nuovo testo, i crediti dipendenti dal contratto di trasporto e di spedizione e quelli per le spese d’imposta anticipate dal vettore o dallo spedizioniere hanno privilegio sulle cose trasportate o spedite finché queste rimangono presso di lui. Tale privilegio può essere esercitato anche su beni oggetto di un trasporto o di una spedizione diversi da quelli per cui è sorto il credito purché tali trasporti o spedizioni costituiscano esecuzione di un unico contratto per prestazioni periodiche o continuative.

I crediti derivanti dall’esecuzione del mandato hanno privilegio sulle cose del mandante che il mandatario detiene per l’esecuzione del mandato.

Qualora il mandatario abbia provveduto a pagare i diritti doganali per conto del mandante, il suo credito ha il privilegio di cui all’art. 2752.

I crediti derivanti dal deposito o dal sequestro convenzionale a favore del depositario e del sequestratario hanno parimenti privilegio sulle cose che questi detengono per effetto del deposito o del sequestro.

Piattaforma per la composizione negoziata

Con i nuovi articoli 30-ter, 30-quater e 30-quinquies si interviene sulla disciplina della piattaforma telematica nazionale per la composizione negoziata della crisi d’impresa (di cui all’art. 3 del D.L. n. 118/2021, convertito), gestita dal sistema delle Camere di Commercio, per il tramite di Unioncamere, sotto la vigilanza del Ministero della giustizia e del Ministero dello sviluppo economico.

La composizione negoziata per la soluzione della crisi d’impresa, operativa dal 15 novembre 2021, consente all’imprenditore, che si trova in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico-finanziario, di perseguire il risanamento dell’impresa con il supporto di un esperto indipendente , che agevoli le trattative con i creditori e altri soggetti interessati.

In particolare, con le nuove disposizioni viene previsto che:

  • la piattaforma è collegata alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia e alle banche di dati dell’Agenzia delle Entrate, dell’Inps e dell’agente della riscossione;
  • l’esperto nominato ai sensi dell’art. 3, comma 6, del D.L. n. 118/2021, accede alle predette banche di dati, previo consenso prestato dall’imprenditore ed estrae la documentazione e le informazioni necessari per l’avvio o la prosecuzione delle trattative con i creditori e con le parti interessate;
  • i creditori possono accedere alla piattaforma telematica per inserire le informazioni sulla propria posizione creditoria e i dati eventualmente richiesti dall’esperto. Essi accedono ai documenti e alle informazioni inseriti nella piattaforma dall’imprenditore al momento della presentazione dell’istanza di nomina dell’esperto indipendente o nel corso delle trattative. La documentazione e le informazioni inserite nella piattaforma sono accessibili previo consenso prestato, dall’imprenditore e dal singolo creditore;
  • sulla piattaforma telematica nazionale viene reso disponibile un programma informatico gratuito che elabora i dati necessari per accertare la sostenibilità del debito esistente e che consente all’imprenditore di condurre il test pratico per la verifica della ragionevole perseguibilità del risanamento. Se l’indebitamento complessivo dell’imprenditore non supera l’importo di 000 euro e, all’esito dell’elaborazione condotta dal programma, tale debito risulta sostenibile, il programma elabora un piano di rateizzazione. L’imprenditore comunica la rateizzazione ai creditori interessati dalla stessa avvertendoli che, se non manifestano il proprio dissenso entro 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, il piano si intenderà approvato e sarà eseguito secondo le modalità e i tempi nello stesso indicati.

Resta salva l’applicazione delle disposizioni in materia di crediti di lavoro e di riscossione dei crediti fiscali e previdenziali. Restano altresì ferme le responsabilità per l’inserimento nel programma di dati o informazioni non veritieri.

È demandato ad un decreto (di natura non regolamentare) del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro della giustizia e con il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, il compito di definire le informazioni e i dati da inserire nel programma informatico, le specifiche tecniche per il suo funzionamento e le modalità di calcolo del tasso di interesse applicabile ai crediti rateizzati.

Segnalazioni dei creditori pubblici qualificati

Il nuovo art. 30-sexies disciplina le segnalazioni dei creditori pubblici qualificati.

In particolare, viene disposto che l’INPS, l’Agenzia delle Entrate e l’Agenzia delle entrate- Riscossione segnalano all’imprenditore e, qualora esistente, all’organo di controllo, nella persona del presidente del collegio sindacale in caso di organo collegiale, tramite posta elettronica certificata o, in mancanza, mediante raccomandata con avviso di ricevimento inviata all’indirizzo risultante dall’anagrafe tributaria:

  • per l’INPS, il ritardo di oltre 90 giorni nel versamento di contributi previdenziali di ammontare superiore:
  • per le imprese con lavoratori subordinati e parasubordinati: al 30% di quelli dovuti nell’anno precedente e all’importo di 000 euro;
  • per le imprese senza lavoratori subordinati e parasubordinati: all’importo di 000 euro.

Le segnalazioni saranno inviate dall’INPS, entro 60 giorni decorrenti dal verificarsi delle condizioni o dal superamento degli importi indicati;

  • per l’Agenzia delle Entrate, l’esistenza di un debito scaduto e non versato relativo all’IVA, risultante dalla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche (di cui all’art. 21-bis del L. n. 78/2021), superiore all’importo di 5.000  euro. Le segnalazioni saranno inviate dall’Agenzia entro 60 giorni dal termine di presentazione predette delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA;
  • per l’Agenzia delle entrate-Riscossione, l’esistenza di crediti affidati per la riscossione, autodichiarati o definitivamente accertati e scaduti da oltre 90 giorni, superiori, per le imprese individuali, all’importo di 000 euro, per le società di persone, all’importo di euro 200.000 e, per le altre società, all’importo di 500.000 euro. Le segnalazioni saranno inviate dall’Agenzia delle entrate-Riscossione, entro 60 giorni decorrenti dal verificarsi delle condizioni o dal superamento degli importi indicati.

Ai sensi del comma 4, le disposizioni si applicano:

  • per l’INPS, in relazione ai debiti accertati a decorrere dal 1° gennaio 2022;
  • per l’Agenzia delle Entrate, in relazione ai debiti risultanti dalle comunicazioni periodiche relative al primo trimestre dell’anno 2022;
  • per l’Agenzia delle entrate-Riscossione, in relazione ai carichi affidati all’agente della riscossione a decorrere dal 1° luglio 2022.

Credito d’imposta sisma

Con il nuovo art. 43-ter viene modificata la disciplina del credito d’imposta per investimenti nei comuni delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpiti dagli eventi sismici del 2016 e del

2017 (ex art. 18-quater del D.L. n. 8/2017), prorogato al 31 dicembre 2021 dal D.L. 73/2021 (art. 9, comma 1-bis).

In particolare, viene precisato che a decorrere dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, il credito d’imposta si applica nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dal Quadro Temporaneo della Commissione europea sugli aiuti di Stato (Temporary framework).

Il credito d’imposta spetta alle imprese che effettuano l’acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature nuovi.

Sono esclusi dal beneficio:

  • i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo;
  • i soggetti che operano nei settori dell’agricoltura e della pesca e acquacoltura;
  • le imprese in difficoltà. Il beneficio fruibile è pari:
  • al 45% per le piccole imprese;
  • al 35% per le medie imprese;
  • al 25% per le grandi

Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni ammissibili, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 3 milioni di euro per le piccole imprese, di 10 milioni di euro per le medie imprese e di 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Modifiche al Codice antimafia

Dal passaggio parlamentare arrivano modifiche al Codice antimafia di cui al D.lgs. n. 159/2011. In particolare;

  • l’art. 48-bis, lettera a), intervenendo sull’art. 83 – dispone che la documentazione antimafia sia presentata solo da coloro che beneficiano di contributi europei per un importo superiore ai 000 euro ovvero statali superiori a 5.000 euro;
  • l’art. 48-bis, lettera b) – intervenendo sull’art. 91, comma 1-bis – dispone che l’informazione antimafia è richiesta solo nel caso in cui i terreni agricoli, a qualunque titolo acquisiti, usufruiscono di fondi europei superiori a 000 euro;
  • l’art. 49 introduce nel Codice antimafia la previsione di misure amministrative di prevenzione collaborativa applicabili, in alternativa all’interdittiva antimafia, allorquando i tentativi di infiltrazione mafiosa siano riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale. Dette misure amministrative di prevenzione collaborativa possono essere revocate o modificate in ogni momento e non impediscono l’adozione dell’interdittiva antimafia;
  • l’art. 49-bis introduce uno specifico obbligo di comunicazione nel caso di cambiamento della sede del soggetto sottoposto a verifica per il rilascio della comunicazione antimafia. La violazione di tale obbligo è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 000 euro a 60.000 euro (la sanzione è irrogata dal prefetto). Il mutamento della sede legale o della sede secondaria con rappresentanza del soggetto sottoposto a verifica, successivo alla richiesta della Pubblica Amministrazione interessata, non comporta il mutamento della competenza del prefetto cui spetta il rilascio della comunicazione antimafia.

27/12/2021