Le imprese che effettuano investimenti in beni immateriali strumentali nuovi funzionali ai processi di trasformazione 4.0 possono fruire del credito d’imposta previsto dalla legge di Bilancio 2020. Tra i beni agevolabili rientrano software, sistemi, piattaforme e applicazioni ed anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo di tali beni mediante soluzioni di cloud computing.

Possono beneficiare del credito d’imposta per gli investimenti in beni immateriali 4.0 previsto dalla legge di Bilancio 2020 tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato indipendentemente:

  • dalla forma giuridica;
  • dal settore economico di appartenenza;
  • dalla dimensione;
  • dal regime fiscale di determinazione del

La fruizione del beneficio spettante è subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Sono agevolabili gli investimenti in beni immateriali strumentali nuovi funzionali ai processi di trasformazione 4.0 , ricompresi nell’Allegato B della legge di Bilancio 2017 (l. n. 232/2016), come integrato dall’articolo 1, comma 32, della legge di Bilancio 2018 (l. n. 205/2017), quali.

In sintesi, rientrano tra i beni agevolabili software, sistemi, piattaforme e applicazioni.

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 700.000 euro.

Attenzione

 Si considerano agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni ammissibili mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Le imprese devono:

  • conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione idonea a dimostrare l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili ;
  • indicare nelle fatture e negli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati l’espresso riferimento alle disposizioni agevolative previste dalla legge di Bilancio 2020 (“bene agevolabile ai sensi del disposto di cui all’art. 1, commi da 184 a 194, della l. n. 160/2019”).

L’eventuale irregolarità può essere sanata dal soggetto acquirente, prima che inizino le attività di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria, attraverso diverse modalità. In particolare, nel caso di fattura in formato cartaceo, il riferimento alle disposizioni agevolative può essere riportato dal soggetto acquirente sull’originale di ogni fattura, sia di acconto che di saldo, con scrittura indelebile, anche mediante l’utilizzo di un apposito timbro; nel caso di fattura elettronica , è possibile stampare il documento di spesa apponendo la predetta scritta indelebile oppure, in alternativa, realizzare un’integrazione elettronica da unire all’originale e conservare insieme allo stesso (Agenzia delle Entrate, risposte agli interpelli 438 e 439 del 5 ottobre 2020);

  • produrre o una perizia tecnica semplice rilasciata da ingegnere o perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli nell’elenco di cui all’Allegato B alla legge di Bilancio 2017 e che sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di Per i beni con costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, tale onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione del legale rappresentante , resa ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.

Il credito d’imposta si applica agli investimenti effettuati a decorrere dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 ovvero entro il 30 giugno 2021 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2020 si verifichino entrambe le seguenti condizioni :

  • il relativo ordine risulti accettato dal venditore e
  • sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione .

Il credito d’imposta non spetta per gli investimenti riguardanti beni effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020, per i quali, entro il 31 dicembre 2019, il venditore ha accettato l’ordine e sono stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione. A essi continua ad

applicarsi la maggiorazione del 40% di cui all’articolo 1, comma 62, della l. n. 145/2018.

Il beneficio spettante è utilizzabile esclusivamente in compensazione , in 3 quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni.

20/11/2020