Con l’obiettivo di ridurre gli effetti negativi causati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19 sul reddito dei lavoratori autonomi e dei professionisti e per favorire la ripresa della loro attività, l’art. 1, comma 20, della legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020) ha istituito il Fondo per l’esonero dai contributi previdenziali dovuti dai lavoratori autonomi e dai professionisti.

La dotazione finanziaria iniziale del Fondo, pari a 1 miliardo di euro per l’anno 2021, è stata incrementata, a 1.500 milioni di euro, dall’articolo 3 del Decreto Sostegni (decreto-legge 22 marzo 2021, n. 41).

Per effetto dell’incremento, la dotazione del Fondo è dunque pari a 2.500 milioni di euro.

Via libera dalla Commissione UE

Il decreto Sostegni, modificando la legge di Bilancio 2021, ha introdotto il comma 22-bis che subordina l’efficacia della norma all’autorizzazione della Commissione europea.

Si stabilisce difatti che il beneficio dell’esonero dei versamenti dei contributi previdenziali dovuti da parte dei lavoratori autonomi e dai professionisti possa essere concesso, ai sensi della sezione 3.1 della Comunicazione della Commissione europea recante il “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19″ e nei limiti ed alle condizioni di cui alla medesima Comunicazione.

Si ricorda che, in base alla sezione 3.1 di tale Comunicazione, la Commissione considererà aiuti di Stato compatibili con il mercato interno quelli che rispettino, tra le altre, le seguenti condizioni:

  • siano di importo non superiore a 800.000 euro (per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere);
  • siano concessi entro il 31 dicembre 2021.

L’aiuto non può essere concesso a imprese che si trovavano già in difficoltà il 31 dicembre 2019, fatta eccezione per le microimprese o piccole imprese , purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o aiuti per la ristrutturazione.

Disposizioni specifiche sono previste per i settori dell’agricoltura , della pesca e dell’acquacoltura .

Chi ha diritto all’esonero dai contributi

Il Fondo è finalizzato al finanziamento dell’esonero parziale dal pagamento dei contributi previdenziali dovuti dai:

  • lavoratori autonomi e dai professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS );
  • dai professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, 509, e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103.

L’esonero è subordinato a determinati requisiti, relativi al reddito e al calo del fatturato o dei corrispettivi. Più specificatamente i professionisti summenzionati devono:

  • aver percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito complessivo non superiore a 000 euro;
  • aver subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli dell’anno

Dal beneficio sono esclusi i premi dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL).

La legge di Bilancio include nel novero dei beneficiari dell’esonero contributivo anche i medici, gli infermieri e gli altri professionisti e operatori di cui alla legge n. 3 del 2018, già collocati in quiescenza e assunti per l’emergenza derivante dalla diffusione del COVID-19. L’ENPAM, in attesa dell’emanazione dei decreti attuativi, ha dato il via libera alla procedura online per individuare i potenziali beneficiari dell’esonero dei contributi previdenziali comunicando che, per candidarsi, è possibile compilare da subito una domanda online all’interno dell’area riservata del sito istituzionale dell’Ente.

Iter di concessione

L’art. 1, comma 21, della legge n. 178/2020 ha altresì demandato a uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, la definizione dei criteri e delle modalità per la concessione dell’esonero, nonché della quota da destinare ai professionisti iscritti alle Casse di previdenza professionale e agli altri enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza e i

relativi criteri di ripartizione.

La gestione finanziaria del beneficio è in capo agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza. Ai sensi del successivo comma 22, gli enti previdenziali interessati dall’esonero sono tenuti ad effettuare il monitoraggio finanziario con riferimento ai limiti di spesa specifici concernenti il medesimo ente, comunicandone l’esito al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal monitoraggio emerga, anche in via prospettica, il verificarsi di scostamenti rispetto ai suddetti limiti, l’ente non dovrà adottare altri provvedimenti di riconoscimento dell’esonero.

L’interrogazione parlamentare

Data l’inerzia ministeriale, è stata presentata lo scorso 6 aprile, alla Camera dei deputati, l’interrogazione a risposta scritta 4-08806.

Nell’interrogazione il deputato rimarca la difficoltà delle Casse di previdenza , in mancanza del decreto interministeriale, di dar luogo all’esonero dal versamento dei contributi da parte degli iscritti nonché, in mancanza di elementi circa i requisiti per accedere all’esonero, di gestire le scadenze per il versamento attuali e prossime.

Alla luce delle problematicità prima evidenziate e delle innumerevoli questioni interpretative da chiarire , si chiede al Ministro del lavoro e delle politiche sociali di chiarire:

  • le iniziative che intende adottare;
  • come verrà applicata la normativa ai nuovi iscritti , ai pensionati attivi , nonché a coloro che hanno percepito nel periodo d’imposta 2019 un reddito pari a zero;
  • quando verranno emanati i decreti interministeriali attuativi previsti dal comma 21 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2020, 178, essendo già decorsi i sessanta giorni previsti;
  • se siano state consultate le casse di previdenza , in qualità di soggetti attuatori che dovranno gestire le istanze di esonero, provvedere al monitoraggio del rispetto dei limiti di spesa e dovranno comunicarne i risultati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle

Considerazioni finali

In attesa di conoscere l’esito dell’interrogazione parlamentare del 6 aprile, vale la pena solo rimarcare le gravi conseguenze economiche prodotte dalla pandemia sul tessuto produttivo italiano. In questo contesto, non sempre il legislatore si è ricordato di approntare adeguate tutele per i lavoratori autonomi e professionisti. E anche quando sono previste (come nel caso di specie), le “buone intenzioni” naufragano a causa di una burocrazia poco efficiente e di impianti normativi carenti.

22/04/2021