L’opportunità da parte delle imprese di avvalersi di queste risorse, insieme a quelle che lo Stato ha fornito attraverso strumenti come il credito d’imposta o altri bandi di portata nazionale ha creato il problema del cumulo delle agevolazioni e ci si chiede se ciò sia possibile e come gestire la problematica.

Sull’argomento ci sono stati diversi richiami, sia da parte del legislatore che da parte dell’Agenzia delle entrate, la quale ha fornito chiarimenti interpretativi in risposta a quesiti posti da diversi istanti.

L’art. 1, c. 192, legge n. 160/2019 (legge di bilancio 2020 ), testualmente prevede: “Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito nonché della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive di cui al periodo precedente, non porti al superamento del costo sostenuto.”

Il testo di legge viene richiamato dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta n. 604/2021 ad un interpello di una società che chiedeva chiarimenti in merito al cumulo del credito di imposta per investimenti in beni strumentali con contributo regionale disponendo che sì, è possibile il cumulo delle agevolazioni nella misura in cui la somma delle agevolazioni e del risparmio di imposta ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap risulta minore o uguale al costo agevolabile. Qualora, invece, il risultato della somma fosse superiore, il contribuente sarà tenuto a ridurre corrispondentemente il credito di imposta spettante in modo che, sommato agli altri incentivi pubblici (fiscali e non) concessi per il medesimo investimento in beni strumentali, non venga superato il limite massimo rappresentato dal 100 per cento dei costi sostenuti.

Doppio finanziamento

Più recente è stata l’espressione del Dipartimento della Ragioneria dello Stato, il quale ha voluto fornire un chiarimento sul concetto di “doppio finanziamento” e di “cumulo delle misure agevolative”, al fine di scongiurare dubbi ed incertezze nell’attuazione degli interventi previsti all’interno del PNRR e finanziati dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF).

Con la Circolare dello scorso 31 dicembre 2021 il Dipartimento ha specificato innanzitutto che i concetti di “doppio finanziamento” e “cumulo” sono concetti distinti e non sovrapponibili in quanto il primo prescrive che il medesimo costo di un intervento non possa essere rimborsato due volte a valere su fonti di finanziamento pubbliche anche di diversa natura (divieto di doppio finanziamento) mentre il secondo si riferisce alla possibilità di un’azione combinata e contemporanea tra diverse forme di sostegno pubblico di un intervento, che vengono in tal modo “cumulate” a copertura di diverse quote parti di un progetto/investimento (cumulo delle agevolazioni).

Questo concetto viene altresì ribadito nell’ambito dei PNRR dall’art. 9 del Reg. (UE) 2021/241 disponendo che i fondi a sostegno previsti dal Piano sono cumulabili con le altre agevolazioni del Piano stesso o altre agevolazioni fornite nell’ambito di altri programmi e strumenti dell’Unione a patto che non si superi l’intero costo del progetto/investimento. Infatti, tale superamento implicherebbe che parte di uno stesso progetto/investimento sarebbe finanziato due volte contravvenendo al principio del doppio finanziamento.

Tale principio viene inoltre richiamato dalle Istruzioni tecniche per la selezione dei progetti PNRR nella parte in cui vengono elencati gli obblighi da rispettare per tutti i progetti finanziati con risorse PNRR, l’assenza di doppio finanziamento, ovvero “…una duplicazione del finanziamento degli stessi costi da parte del dispositivo e di altri programmi dell’Unione, nonché con risorse ordinarie da Bilancio statale”, dando la possibilità di cumulare il sostegno di diverse fonti finanziare per costi diversi all’interno di un medesimo progetto o diverse quote parti del costo di uno stesso bene.

Identica interpretazione viene fornita per la misura PNRR Transizione 4.0 che prevede la concessione di un credito d’imposta per le imprese che investono in tecnologie 4.0 e in Ricerca e sviluppo. In tale fattispecie, laddove l’investimento risultasse in parte finanziato da altre risorse pubbliche, è ammesso il cumulo con il credito d’imposta (fino a concorrenza del 100% del costo dell’investimento), esclusivamente per la parte di costo dell’investimento non finanziata con le altre risorse pubbliche.

Chiarimenti Simest

Anche il Simest, nell’ambito dell’Intervento: “Transizione Digitale ed Ecologica delle PMI con vocazione internazionale”, ha chiarito con la Circolare n. 1/PNRR/394/2021 che le imprese beneficiare sono tenute alla conformità dell’utilizzo del finanziamento e del relativo cofinanziamento all’assenza della fattispecie del doppio finanziamento (ossia il rispetto del divieto di doppia copertura dei medesimi costi), secondo quanto previsto dall’art. 9 del Regolamento (UE) 2021/241 (punto 4.2).

Nella stessa circolare viene inoltre disposto l’esclusione dalle spese ammissibili delle “spese oggetto di altra agevolazione pubblica” (punto 5.2).

Sempre Simest, nelle Faq – Operatività in PNRR, in merito alla cumulabilità con altre agevolazioni pubbliche delle agevolazioni concesse dal Fondo 394/81 con risorse PNRR, ribadisce che la delibera quadro e le circolari operative PNRR escludono la finanziabilità di spese/costi oggetto di altra agevolazione pubblica (anche agevolazioni pubbliche che non costituiscono aiuto di Stato, come ad esempio le misure di credito di imposta che abbiano ad oggetto i medesimi costi/spese) e impongono il rispetto dell’obbligo di assenza del “doppio finanziamento” (ossia il divieto di doppia copertura dei medesimi costi/spese), lasciando invece aperta la possibilità, per costi diversi o diverse quote parti del costo di uno stesso bene/progetto che non sono oggetto di sostegno da parte della misura PNRR SIMEST, di cumulare il sostegno di diverse fonti finanziarie pubbliche, conformemente a quanto evidenziato nella Circolare RGS del MEF del 14 ottobre 2021, n. 21 e dal relativo allegato tecnico, e ulteriormente chiarito nella Circolare  RGS del MEF del 31 dicembre 2021, n. 33 , e nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato.

31/01/2022