Il decreto Sostegni (art. 5 del D.L. n. 41/2021) ha introdotto una modalità di definizione agevolata degli avvisi bonari emessi a seguito di liquidazione automatica delle dichiarazioni relativamente ai periodi d’imposta 2017 e 2018.

L’agevolazione è rivolta ai titolari di partita IVA che nel 2020 abbiano subito una riduzione del volume d’affari superiore al 30% nel confronto tra il 2020 e il 2019, documentata dalla dichiarazione annuale IVA.

La norma non pone limitazioni di tipo soggettivo. Sono conseguentemente ammesse alla sanatoria sia le persone fisiche sia le società di persone e di capitale , a condizione che abbiano una partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del decreto (23 marzo 2021).

Nota bene

 I soggetti che rientrano nell’ambito applicativo della norma, ma non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione IVA, determinano il parametro di riduzione del volume di affari facendo riferimento all’ammontare dei ricavi o compensi conseguiti nel periodo d’imposta 2020.

Rientrano nell’ambito di applicazione della disposizione gli avvisi bonari di cui agli articoli 36-bis, D.P.R. n. 600/1973 e 54-bis, D.P.R. n. 633/1972, emessi per comunicare al contribuente l’esito dei controlli effettuati “sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria”.

Gli avvisi bonari definibili sono quelli relativi al periodo d’imposta 2017 che dovrebbero essere già stati elaborati al 31 dicembre 2020 , ma che ad oggi non sono stati inviati ai contribuenti per effetto della sospensione dei termini prevista con l’art. 157 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), nonché quelli relativi al  2018 , i quali saranno elaborati entro il  31

dicembre 2021.

La definizione riguarda anche i contributi determinati nell’ambito del modello Redditi, sebbene riscossi mediante avviso di addebito INPS .

La procedura sarà gestita dall’Agenzia delle Entrate sulla base di criteri che dovranno essere definiti da un provvedimento attuativo.

L’Amministrazione finanziaria verificherà la sussistenza del requisito della riduzione del fatturato e, in caso di esito positivo, gli uffici invieranno ai contribuenti, mediante PEC o raccomandata , le comunicazioni riguardanti le dichiarazioni 2017 e 2018 unitamente alla proposta di definizione con la richiesta di pagamento delle somme dovute per imposte, interessi e contributi al netto delle relative sanzioni e delle somme aggiuntive.

L’agevolazione si applica nel rispetto e limiti delle condizioni di cui alla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 relativa al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19” e successive modificazioni.

Il contribuente che decide di accettare la proposta di definizione dovrà versare l’importo dovuto entro i termini ordinari previsti per il pagamento delle somme richieste a seguito dei controlli automatizzati (vale a dire entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione).

Le modalità di pagamento sono le medesime dei normali avvisi bonari, con la conseguente possibilità di rateizzare fino a 20 rate trimestrali le somme di importo maggiore di 5.000 euro e fino a un massimo di 8 rate trimestrali le somme di importo inferiore.

In caso di mancato pagamento, totale o parziale, delle some dovute alle scadenze previste, la definizione agevolata decade e verranno applicate le ordinarie disposizioni in materia di sanzioni e riscossione. Gli eventuali importi versati per effetto della proposta di definizione agevolata resteranno definitivamente acquisiti e non potranno essere chiesti a rimborso, né utilizzati in compensazione per il versamento del debito residuo.

In caso di decadenza, si ritiene che il contribuente possa rientrare nella ordinaria procedura di dilazione degli avvisi bonari.

Il contribuente che aderisce alla proposta ricevuta dall’Agenzia delle Entrate beneficerà dell’integrale disapplicazione delle sanzioni da omesso versamento (per le imposte) e delle somme aggiuntive (per i contributi previdenziali).

Risparmio %

 Si supponga il caso di un contribuente esercente attività d’impresa che nel 2020 abbia subito una riduzione del volume d’affari nella misura del 40% rispetto al 2019.

Nel corso del 2020 il contribuente non si è visto notificare un avviso bonario relativo alla liquidazione automatizzata della dichiarazione modello Redditi 2018 (periodo d’imposta 2017) in ragione della sospensione dei termini prevista dal decreto Rilancio. Tale avviso bonario viene notificato nella prima metà del 2021.

L’avviso bonario trae origine da un mancato versamento di 10.000 a titolo di IRPEF risultante a debito dalla dichiarazione su cui sono applicate le sanzioni nella misura del 30%.

La normale definizione dell’avviso bonario (ex art. 2, D.Lgs. n. 462/1997) consentirebbe di definire le sanzioni del 30% al terzo, con la relativa applicazione nella misura del 10%.

In caso di adesione alla definizione agevolata , invece, nessun importo risulterebbe dovuto a titolo di sanzione.

Ricevuta la comunicazione il contribuente potrà accettarla fruendo dello stralcio delle sanzioni, potendo comunque rateizzare il carico in 8 rate trimestrali (somme dovute di importo inferiore a 5.000 euro).

22/04/2021