Chi può beneficiare del contributo

I soggetti beneficiari sono, in linea generale, i soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA.

 In particolare:

  • degli imprenditori individuali e delle società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato;
  • dei soggetti che producono reddito agrario, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia che producono reddito d’impresa;
  • degli enti e società indicati nell’art. 73, c.1, l. a) e b) del TUIR;
  • delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti;
  • degli enti non commerciali che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • delle persone fisiche e delle associazioni, che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro

 Tra l’altro non si prevedono distinzioni quanto al regime fiscale adottato dai soggetti beneficiari, e quindi possono accedere al beneficio anche i soggetti in regime forfetario.

I soggetti esclusi

  • degli organi e delle amministrazioni dello Stato, compresi quelli ad ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, dei comuni, delle unioni di comuni, dei consorzi tra enti locali, delle associazioni e degli enti gestori di demanio collettivo, delle comunità montane, delle province e delle regioni;
  • degli intermediari finanziari, delle società di partecipazione finanziaria e delle società di partecipazione non finanziaria ed assimilati;
  • degli enti e delle persone fisiche che producono redditi non inclusi tra quelli d’impresa o agrario, come ad esempio coloro che svolgono attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, producendo conseguentemente redditi

Sono espressamente esclusi dalla fruizione del contributo a fondo perduto, al fine di non comportare la sovrapposizione delle agevolazioni:

  • i liberi professionisti con partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata ed i collaboratori coordinati e continuativi attivi alla predetta data del 23 febbraio 2020 e iscritti alla Gestione separata;
  • i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019 al medesimo Fondo e che abbiano prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 000 euro.

Infine, il Decreto prevede espressamente che il contributo non spetta, tra l’altro, ai soggetti i cui redditi sono unicamente riconducibili allo status di lavoratore dipendente. Ciò vuol dire, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, che le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo o siano titolari di reddito agrario che contestualmente possiedono lo status di lavoratore dipendente possono comunque fruire del contributo a fondo perduto COVID-19 in relazione alle attività ammesse al contributo stesso e ciò vale anche nel caso di soci lavoratori dipendenti.

Tale regola vale anche nell’ipotesi di un soggetto persona fisica che esercita un’attività d’impresa o di lavoro autonomo e che contestualmente sia pensionato.

Secondo la formulazione della norma il contributo, è destinato al singolo contribuente, a prescindere dalla circostanza che eserciti contestualmente più di un’attività ammissibile alla fruizione del contributo.

Sono, in ogni caso, esclusi soggetti per i quali la relativa partita IVA è stata cessata. Diversamente, qualora successivamente all’erogazione, il soggetto beneficiario cessi l’attività, lo stesso non è tenuto alla restituzione del contributo.

Condizioni per chiedere il contributo

  • che nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, l’ammontare dei ricavi derivanti dalla gestione caratteristica o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni non devono essere superiori a 5 milioni di euro;
  • una riduzione del fatturato, per cui l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 deve essere inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile

Per quanto riguarda la soglia dei ricavi è stato chiarito che questa va determinata, per

ciascuna tipologia di soggetto, tenendo conto delle proprie regole di determinazione.

Per i soggetti aderenti al regime forfetario, i dati rilevanti per il calcolo del contributo sono comunque nella disponibilità dei contribuenti.

Per il calcolo del fatturato e dei corrispettivi da confrontare al fine di verificare la riduzione prevista dalla norma, è stato chiarito che, poiché si fa riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni o di prestazione dei servizi, dovranno essere considerate le operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile 2019, rispetto ad aprile 2020.

Precisamente:

  • devono essere considerate tutte le fatture attive, al netto dell’IVA, con data di effettuazione dell’operazione che cade ad aprile nonché le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative a operazioni effettuate nel mese di aprile;
  • occorre tenere conto delle note di variazione, con data aprile;
  • i commercianti al minuto devono considerare l’ammontare globale dei corrispettivi al netto dell’IVA delle operazioni effettuate nel mese di aprile;
  • concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili;
  • nel caso di operazioni la cui imposta viene calcolata con il metodo della ventilazione dei corrispettivi ovvero con applicazione del regime del margine, per le quali risulta difficoltoso il calcolo dei corrispettivi o delle fatture al netto dell’IVA, l’importo può essere riportato al lordo dell’IVA.

Quanto invece ai soggetti che non hanno obbligo di fatturazione, occorre fare riferimento all’ammontare dei ricavi da determinare tenendo conto delle proprie regole di determinazione del reddito, mentre per i soggetti che esercitano contestualmente più attività o producano nel medesimo periodo d’imposta reddito d’impresa e reddito di lavoro autonomo, l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 dovrà tener conto di tutte le attività esercitate.

Il decreto Rilancio ha previsto che tutti i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 hanno diritto alla fruizione del contributo per un importo almeno pari alla soglia minima di mille euro per le persone fisiche e di duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Quindi il contributo, spetta anche ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 e che hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni che già versavano in uno stato di emergenza per eventi calamitosi alla data di insorgenza dell’emergenza COVID-19 e per i quali, date le difficoltà economiche, non è necessaria la verifica del calo di fatturato.

In questi due casi il contributo si determina:

  • se la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulti negativa, a tale differenza si applicherà la percentuale del 20, 15 o 10 per cento a seconda dell’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati nel 2019, fermo restando il riconoscimento del contributo minimo qualora superiore;
  • nel caso in cui la differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019 risulti positiva o pari a zero, il contributo è pari a quello

Come si calcola il contributo

L’ammontare del contributo a fondo perduto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

La percentuale applicabile è stabilita in relazione ai ricavi o compensi relativi al periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data del 19 maggio 2020, ossia la data di entrata in vigore del Decreto rilancio, che per i soggetti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è il 2019.

In particolare:

  • il 20 per cento se i ricavi o compensi sono stati minori o uguali a 400.000 euro;
  • il 15 per cento se i ricavi sono stati superiori a 000 euro e minori o uguali a 1.000.000 euro;
  • il 10 per cento se i ricavi sono stati superiori a 000.000 euro e minori o uguali a 5.000.000 euro.

Come già evidenziato nel caso in cui i soggetti beneficiari avessero diritto ad un contributo che, sulla base dei calcoli fosse inferiore al minimo o pari a zero, per mancanza di dati da confrontare, è stato previsto che il contributo spetta, in ogni caso, per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Come si ottiene il contributo

Per ottenere il contributo a fondo perduto i soggetti interessati devono presentare, esclusivamente in via telematica, una istanza all’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione della sussistenza dei requisiti.

L’istanza deve essere presentata entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica (15 giugno 2020 ), che è stata individuata con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 10 giugno 2020, e può essere inviata anche da un intermediario.

Solo nel caso di contributo di importo superiore a 150.000 euro, il modello dell’istanza deve essere firmato digitalmente dal soggetto richiedente e inviato esclusivamente tramite Posta Elettronica Certificata (PEC) all’apposito indirizzo indicato.

Quindi l’Agenzia delle Entrate eroga il contributo con accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al soggetto beneficiario. Ovviamente vista l’urgenza per la situazione emergenziale, il contributo viene concesso sotto condizione risolutiva, per cui l’Agenzia delle entrate procederà al controllo dei dati dichiarati e recupererà il contributo non spettante, irrogando le sanzioni e gli interessi dovuti con apposito atto di recupero.

16/06/2020