L’erogazione del contributo – a differenza di quanto previsto dalle precedenti edizioni dell’agevolazione – ha carattere generale e non è quindi collegata allo svolgimento solo di determinate attività individuate da appositi codici ATECO.

Il contributo spetta solo:

  • ai soggetti titolari di reddito agrario, ai soggetti che hanno ricavi dall’esercizio dell’attività d’impresa o compensi dall’esercizio di arte o professioni non superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019;
  • se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (tale requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1° gennaio 2019).

Ai fini della verifica dei requisiti , l’Agenzia delle Entrate – nella guida per il contributo a fondo perduto del decreto Sostegni – rimanda ai chiarimenti resi nelle circolari n. 15/E del 13 giugno 2020 e n. 22/E del 21 luglio 2021.

Primo requisito

La prima condizione per accedere al contributo a fondo perduto è che il contribuente non abbia conseguito, nell’anno 2019, un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 10 milioni di euro.

Per le società con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, occorre fare riferimento al secondo periodo d’imposta precedente a quello in corso al 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto Sostegni).

Come rilevato dall’Agenzia delle Entrate, quindi:

  1. per i soggetti esercenti attività di impresa i ricavi a cui fare riferimento sono quelli di cui all’art. 85, comma 1, a) e b) del TUIR;
  2. per i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo i ricavi a cui fare riferimento di cui all’art. all’art. 54, comma 1, lett. a) e b) del TUIR;

Volendo semplificare, occorre fare riferimento agli importi indicati nei seguenti campi del modello Redditi 2020 .

Inoltre, mutuando i chiarimenti resi dall’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 15/E/2020 la soglia dei ricavi va determinata, per ciascuna tipologia di soggetto, tenendo conto delle proprie regole di determinazione (cfr. circolare n. 8/E del 3 aprile 2020). Pertanto, ai fini della determinazione di detta soglia non deve tener conto di eventuali ulteriori componenti positivi disposti dalla normativa ISA. Si conferma che gli ulteriori componenti positivi, eventualmente indicati per migliorare il proprio profilo di affidabilità fiscale, non rilevano ai fini della determinazione del limite di 10 milioni di euro.

Inoltre:

a). per i soggetti che determinano il proprio reddito con il metodo catastale la soglia dei 10 milioni di euro deve essere determinata avendo riguardo ai ricavi risultanti dalle scritture contabili relativi al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2019 (per i soggetti con periodo d’imposta corrispondente all’anno solare), ovvero, in mancanza di scritture contabili, al volume d’affari relativo al medesimo periodo d’imposta ai sensi dell’art. 20 del D.P.R. n. 633/1972 conseguito nell’anno 2019

b). per i rivenditori , in base a contratti estimatori, di giornali , di libri e di periodici , anche su supporti audiovideomagnetici, e per i distributori di carburante e rivendita di tabacchi e beni di monopolio, sempre ai fini della determinazione del summenzionato limite, si ritiene sia necessario fare riferimento alla nozione di ricavi determinata secondo le modalità di cui all’art. 18, comma 10, del D.P.R. n. 600/1973.

In sintesi, nei suddetti casi l’ammontare dei ricavi o compensi da confrontare con la soglia in commento deve essere determinata al netto del prezzo corrisposto al fornitore.

Per quel che concerne infine i soggetti aderenti al regime forfetario di cui alla l. n. 190 del 2014, si rammenta che i dati rilevanti per il calcolo del contributo a fondo perduto Covid-19 – fatturato e corrispettivi nei mesi di aprile 2019 e 2020 e ricavi conseguiti nel 2019 – sono comunque nella disponibilità dei contribuenti.

Si segnala infine che secondo quanto indicato nelle istruzioni per la compilazione del modello di istanza da inviare all’Agenzia delle Entrate per beneficiare del contributo (modello approvato con il provvedimento n. 77923/2021) in caso il soggetto svolga più attività , il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio e la fascia del valore dei ricavi/compensi da indicare dipenderà dalla somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività.

Secondo requisito

Con riferimento al secondo requisito, ossia al fatto che per beneficiare del contributo e l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019, si precisa che occorre fare riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni o di prestazione dei servizi .

Inoltre, sempre ai fini della determinazione dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi:

  • devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’IVA) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre degli anni 2019 e 2020;
  • si deve tener conto delle note di variazione di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972, aventi data compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre degli anni 2019 e 2020;
  • i commercianti al dettaglio devono considerare l’ammontare globale dei corrispettivi (al netto dell’IVA) delle operazioni effettuate negli anni 2019 e 2020;
  • concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili .

Richiamando quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 22/E/2020, si rilevano i seguenti casi particolari per la verifica del calo di fatturato.

  1. Sono incluse nel calcolo del fatturato anche le operazioni effettuate tra le diverse attività esercitate dai soggetti fruitori e fatturate ai sensi dell’articolo 36 del D.P.R. n. 633/1972
  2. Gli autotrasportatori che, per effetto dall’art. 74 4 del D.P.R. n. 633/72 possono annotare “le fatture emesse per le prestazioni […] entro il trimestre solare successivo a quello di emissione”, nonché emettere un’unica fattura riepilogativa trimestrale per ciascun committente, in analogia con quanto già stabilito con la circolare n. 9/E del 2020, paragrafo 2.2.7, la verifica richiesta può essere eseguita con riferimento alle sole operazioni eseguite nei mesi di aprile del 2019 e di aprile 2020.
  3. Gli autotrasportatori che, per effetto dall’art. 74 4 del D.P.R. n. 633/72 possono annotare “le fatture emesse per le prestazioni […] entro il trimestre solare successivo a quello di emissione”, nonché emettere un’unica fattura riepilogativa trimestrale per ciascun committente, in analogia con quanto già stabilito con la circolare n. 9/E del 2020, paragrafo 2.2.7, la verifica richiesta può essere eseguita con riferimento alle sole operazioni eseguite nei mesi di aprile del 2019 e di aprile 2020.
  4. Sono incluse nel calcolo del fatturato se il soggetto ha certificato un ricavo o un compenso attraverso una fattura, pur non essendone obbligatoria l’emissione.
  5. In caso di fattura anticipata, su contratto di fornitura stipulato a marzo 2019 e consegna merce nel mese di aprile 2019? La fattispecie non affluendo nella liquidazione IVA del mese di aprile 2019, non partecipa al calcolo del fatturato.

Gli importi dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e dell’anno 2019 da indicare sull’istanza devono essere determinati dividendo l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi di ciascuno dei due anni per il numero dei mesi in cui l’attività è stata esercitata nell’anno.

In caso di attivazione della partita IVA in data successiva al 31 dicembre 2018 , ai fini del calcolo dei mesi di attività da considerare, il mese nel quale è stata attivata la partita IVA non deve essere conteggiato.

Pertanto, nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi realizzati nell’anno 2019 per 12 mesi. Nel caso invece di partita IVA attivata tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 , deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita IVA.

Si segnala infine che del contributo a fondo perduto possono beneficiare anche coloro che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019 per un importo almeno pari alla soglia minima di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

01/04/2021