L’Agenzia delle Entrate effettuerà solo alcuni controlli formali e di coerenza, confrontando i dati dell’istanza con le informazioni presenti in Anagrafe tributaria. Solo in seguito all’erogazione saranno, invece, eseguiti i controlli di merito tra cui, ad esempio, l’incrocio con i dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici. Il contributo sarà quindi riconosciuto sotto condizione risolutiva con successivo recupero, previa applicazione di sanzioni e interessi, nei confronti di coloro che lo abbiano percepito indebitamente.

Agenzia delle Entrate: i controlli

Controlli formali

In particolare, sulla base dei dati presenti nell’istanza e prima di erogare il contributo, l’Agenzia delle Entrate effettuerà solo alcuni controlli per valutare l’esattezza e la coerenza dei predetti dati con le informazioni presenti in Anagrafe tributaria. Tali controlli , dettagliati nelle specifiche tecniche , si sostanziano nella verifica dei dati presenti nell’istanza (per esempio, l’esistenza del codice fiscale del richiedente, della partita IVA attiva, la presenza di tutti i campi obbligatori, eccetera).

Se i controlli formali hanno esito negativo, viene rilasciata una “ricevuta di scarto”. Viceversa, in caso di esito positivo, viene rilasciata una prima ricevuta che attesta solo la “presa in carico” dell’istanza per successivi controlli più approfonditi.

Controlli di merito

Dopo la prima ricevuta di presa in carico, il sistema dell’Agenzia delle Entrate effettuerà dei controlli riferiti alla coerenza di alcuni dati , compresa la verifica che il codice fiscale del richiedente sia effettivamente l’intestatario o cointestatario dell’Iban indicato nel modello.

In sede di determinazione del contributo, come indicato nelle specifiche tecniche, sarà verificata la coerenza tra l’impostazione dei valori contenuti nell’istanza e le informazioni desumibili dalle dichiarazioni IVA o le liquidazioni periodiche relative al periodo d’imposta 2019 eventualmente presentate. Ulteriori controlli di coerenza saranno eseguiti anche con riferimento alle dichiarazioni dei redditi presentate.

Al termine di questa seconda serie di controlli di coerenza (entro 7 giorni lavorativi dalla data della ricevuta di presa in carico) il sistema dell’Agenzia emetterà, in caso di esito positivo, una seconda ricevuta di accoglimento dell’istanza con contestuale esecuzione del mandato di pagamento del contributo, ovvero, in caso di esito negativo, una ricevuta di scarto.

Nella circolare 15/E l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, il contributo a fondo perduto è concesso sotto condizione risolutiva ”.

È solo in seguito all’erogazione del contributo, infatti, l’Agenzia delle entrate procederà al controllo di merito dei dati dichiarati, ed effettuerà ulteriori verifiche anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici , ai dati delle comunicazioni di liquidazione periodica IVA nonché ai dati delle dichiarazioni IVA.

Ulteriori controlli

Inoltre, saranno effettuati specifici controlli per la prevenzione dei tentativi di infiltrazioni criminali i quali saranno disciplinati con apposito protocollo d’intesa sottoscritto tra i ministeri dell’Economia, dell’Interno e l’Agenzia delle Entrate. Sulla base di un ulteriore protocollo l’agenzia delle Entrate trasmetterà alla Guardia di Finanza i dati e le informazioni contenute nelle istanze pervenute.

Sanzioni

Qualora dai predetti controlli emergesse che il contributo sia in tutto o in parte non spettante, anche a seguito dei successivi riscontri di regolarità antimafia, l’Agenzia delle Entrate procederà alle attività di recupero, irrogando la sanzione prevista dall’art. 13, comma 5, del decreto legislativo n. 471/1997 nella misura minima del 100 per cento e massima del 200 per cento, oltre agli interessi. Si applicano, inoltre, le previsioni di cui 316-ter del codice penale , per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato.

Casi specifici

Nelle ipotesi di attività cessate a seguito della percezione del contributo, si legge nella circolare, il soggetto firmatario dell’istanza è tenuto a conservare tutti gli elementi giustificativi del contributo spettante e a esibirli, a richiesta, agli organi istruttori dell’Amministrazione finanziaria. In questi casi, l’eventuale atto di recupero sarà emanato nei confronti del soggetto firmatario dell’istanza.

Come espressamente disciplinato al punto 6 del provvedimento, il soggetto che abbia indebitamente percepito il contributo (in tutto o in parte), anche a seguito di presentazione di istanza di rinuncia, potrà regolarizzare l’indebita percezione, restituendo spontaneamente il contributo, i relativi interessi e versando le relative sanzioni mediante applicazione delle riduzioni del ravvedimento operoso (art. 13 del decreto legislativo n. 472/1997).