Si amplia la platea dei beneficiari dei contributi a fondo perduto. È quanto emerge dalla lettura dell’art. 1 del decreto Sostegni (D.L. n. 41/2021).

Questa nuova edizione del contributo a fondo perduto – a differenza delle precedenti e nello specifico di quella prevista dal decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) non mette in relazione la possibilità di richiedere il contributo al fatto di svolgere determinate attività indicate da appositi codici ATECO, considerati dal legislatore maggiormente svantaggiati rispetto ad altri dalla crisi derivante dall’attuale emergenza Covid-19 – riguarda tutte le categorie di contribuenti, che hanno nel 2019 conseguito ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro che hanno registrato nel 2020 un calo dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 almeno pari al 30% rispetto a quello del 2019.

Beneficiari

Al fine di sostenere gli operatori economici colpiti dall’emergenza epidemiologica da Covid-19 viene previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto in favore di tutti i titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato (ossia soggetti non residenti ma operanti in Italia per il tramite di una stabile organizzazione), che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.

Importante novità dell’attuale edizione del contributo a fondo perduto è che possono beneficiare dello stesso anche i lavoratori autonomi iscritti agli Ordini professionali .

Sono, in ogni caso, esclusi dal contributo:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni;
  • i soggetti che hanno attivato la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto Sostegni;
  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del TUIR;
  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del

L’erogazione del contributo – a differenza di quanto previsto dalle precedenti edizioni dello stesso – ha, come anticipato, carattere generale e non è quindi collegata allo svolgimento solo di determinate attività individuate da appositi codici ATECO.

Il contributo spetta solo:

  • ai soggetti titolari di reddito agrario, ai soggetti che hanno ricavi dall’esercizio dell’attività d’impresa o compensi dall’esercizio di arte o professioni non superiori a 10 milioni di euro nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019;
  • se l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019 (tale requisito non è richiesto per i soggetti che hanno attivato la partita IVA dal 1 ° gennaio 2019).

Secondo quanto indicato nelle istruzioni per la compilazione del modello di istanza da inviare all’Agenzia delle Entrate per beneficiare del contributo (modello approvato con il provvedimento n. 77923/2021), in caso il soggetto svolga più attività , il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio e la fascia del valore dei ricavi/compensi da indicare dipenderà dalla somma dei ricavi/compensi riferiti a tutte le attività.

Inoltre, sempre come si legge nelle istruzioni per la compilazione dell’istanza, ai fini della determinazione dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi, occorre dapprima determinare l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi realizzati nell’anno 2019 e nell’anno 2020. A tal fine valgono le seguenti indicazioni:

  • devono essere considerate tutte le fatture attive (al netto dell’IVA) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre degli anni 2019 e 2020;
  • si deve tener conto delle note di variazione di cui all’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972, aventi data compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre degli anni 2019 e 2020;
  • i commercianti al dettaglio devono considerare l’ammontare globale dei corrispettivi (al netto dell’IVA) delle operazioni effettuate negli anni 2019 e 2020;
  • concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili . Gli importi dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e dell’anno 2019 da indicare sull’istanza devono essere determinati dividendo l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi di ciascuno dei due anni per il numero dei mesi in cui l’attività è stata esercitata nell’anno.

In caso di attivazione della partita IVA in data successiva al 31 dicembre 2018, ai fini del calcolo dei mesi di attività da considerare, il mese nel quale è stata attivata la partita IVA non deve essere conteggiato.

Pertanto, nel caso di partita IVA attivata anteriormente al 2019, il richiedente dividerà l’importo complessivo del fatturato e dei corrispettivi realizzati nell’anno 2019 per 12 mesi. Nel caso invece di partita IVA attivata tra il 1° gennaio 2019 e il 31 dicembre 2020 , deve essere conteggiato il fatturato e i corrispettivi con data di effettuazione operazione dal primo giorno del mese successivo all’attivazione della partita IVA.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una determinata percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 e quello del 2019, e in particolare pari al:

Ricavi 2019                                             Percentuale contributo

Non superiori a 100.000 Euro                                60%

Superiori a 100.000 e fino a 400.000 Euro            50%

Superiori a 400.000 e fino a 1.000.000 Euro         40%

Superiori a 1.000.000 e fino a 5.000.000 Euro      30%

Superiori a 5.000.000 e fino a 10.000.000 Euro    20%

Natura del contributo e suo utilizzo

Il contributo a fondo perduto, in alternativa all’erogazione diretta , a scelta irrevocabile del contribuente può essere riconosciuto, nella sua totalità, sotto forma di credito d’imposta , da utilizzare esclusivamente in compensazione nel modello F24, da presentare esclusivamente mediante i canali telematici resi disponibili dall’Agenzia delle entrate.

Non si applicano i limiti di compensazione di 700.000 euro e di 250.000 euro. Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Modalità per richiedere il contributo

Al fine di ottenere il contributo, i soggetti interessati devono presentate, esclusivamente in via telematica , apposita istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti richiesti. L’istanza deve essere presentata (anche da un intermediario abilitato), a pena di decadenza, dal 30 marzo 2021 e entro e non oltre il 28 maggio 2021.

L’istanza per beneficiare del contributo deve essere inviata all’Agenzia delle Entrate tramite i canali telematici dell’Agenzia o mediante la piattaforma web messa a punto dal partner tecnologico Sogei, disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet.

L’Istanza può essere trasmessa direttamente dal richiedente o tramite un intermediario ha già delegato per il suo Cassetto fiscale o per il servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà delle verifiche e rilascerà delle ricevute al soggetto che ha trasmesso l’istanza.

In particolare, in caso di esito positivo, l’Agenzia delle entrate comunicherà l’avvenuto mandato di pagamento del contributo (o il riconoscimento dello stesso come credito d’imposta nel caso di tale scelta) nell’apposita area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” – sezione “Contributo a fondo perduto – Consultazione esito”, accessibile al soggetto richiedente o al suo intermediario delegato.

Nella medesima area riservata, in caso di mancato superamento dei controlli, l’Agenzia delle entrate comunica l’eventuale scarto dell’istanza, evidenziando i motivi del rigetto.

Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 25 commi 9-14 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) con riferimento alle modalità di erogazione del contributo, regime sanzionatorio e alle attività di controllo.

Si ricorda infine che il contributo spetta, come i precedenti, nei limiti del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato.

25/03/2021