Requisiti

Il contributo a fondo perduto spetta ai titolari di partita Iva che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario e che hanno:

  • ricavi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • l’ammontare di fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile

Come si calcola la riduzione del fatturato

Per prima cosa, occorre avere chiaro come si calcola il calo del fatturato:

  • per l’individuazione della soglia massima di ricavi o compensi che concorrono i ricavi derivanti dalla gestione caratteristica o i compensi derivanti dall’esercizio di arti o professioni tenendo conto nel processo di determinazione che per ciascuna tipologia di soggetto, tenendo conto delle proprie regole di determinazione
  • per il calcolo della riduzione del fatturato e dei corrispettivi occorre far riferimento alla data di effettuazione dell’operazione di cessione dei beni o di prestazione dei servizi, dovranno essere considerate le operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020).

Come dicevamo, il fatturato rileva sia in termini di verifica dei requisiti che nella determinazione del contributo stesso.

Da qui, l’esigenza di approfondire quando il fatturato non ha rilevanza e quando, invece, avendone richiede la massima attenzione nella sua determinazione.

La verifica della riduzione del fatturato è un requisito, ad esempio, che i soggetti che hanno iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019 non devono soddisfare per accedere al contributo, ai sensi dell’articolo 25 c. 4 del DL n.34/2020; occorre, invece, che detti contribuenti rispettino il presupposto del limite di ricavi o compensi di 5 milioni di euro.

E’ questa una di quelle casistiche in cui il fatturato rileva, solo al fine di determinare l’ammontare del contributo, tanto si evince dalle istruzioni per la compilazione dell’istanza di accesso all’agevolazione di cui al provvedimento n. 230439/2020.

E’ parimenti ininfluente la verifica del fatturato per i soggetti che già versavano in stato di emergenza a causa di “altri eventi calamitosi” alla data dell’insorgere dello stato di emergenza COVID-19 (Delibera del Consiglio dei Ministri 31 gennaio 2020).

Sempre nel citato Provvedimento è specificato che il contributo a fondo perduto compete anche a coloro che hanno iniziato l’attività nel 2020, ma in data antecedente al 1° maggio 2020 .

Per gli altri contribuenti la verifica del calo del fatturato è determinante, invece, per accedere al contributo a fondo perduto e, dunque, fondamentale capire quali sono le operazione che senza alcun dubbio sono da considerare nel processo di determinazione.

Operazioni che concorrono a determinare il fatturato

Nello specifico le operazioni poi, le operazioni che concorrono a determinare l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi sono:

  • fatture: concorrono tutte le fatture attive (al netto dell’iva) con data di effettuazione dell’operazione compresa tra il 1° e il 30 aprile, ivi incluse le fatture differite emesse nel mese di maggio e relative a operazioni effettuate nel mese di aprile;
  • note di variazione : occorre tenere conto delle note di variazione con data aprile, di cui all’art. 26 del dpr 633/72;
  • corrispettivi del mese di aprile, per i commercianti al minuto e gli altri contribuenti di cui all’art. 22 del dpr 633/72;
  • cessioni cespiti : concorrono anche le cessioni di beni ammortizzabili;
  • operazioni effettuate in ventilazione ovvero con applicazione del regime del margine ovvero operazioni effettuate da agenzie di viaggio, concorrono al lordo dell’iva, nel 2019 e nel 2020;
  • aggio: per i soggetti che svolgono operazioni non rilevanti ai fini iva, all’ammontare delle operazioni fatturate e dei corrispettivi rilevanti ai fini iva vanno sommati gli aggi relativi alle operazioni effettuate non rilevanti ai fini

03/08/2020