Il Decreto Rilancio riconosce un contributo a fondo perduto, a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa, a condizione:

-che si tratti di soggetti con ricavi di cui all’articolo 85, “TUIR” non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto ossia, per i soggetti aventi il periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, nell’anno 2019;

-che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, facendo riferimento, a tal fine, alla data di effettuazione dell’operazione di cessione di beni o di prestazione dei servizi.

Con la circolare n. 15/E del 2020, è stato chiarito che dovranno essere considerate le operazioni che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese di aprile 2019 (rispetto ad aprile 2020).

La data da prendere a riferimento è quella di effettuazione dell’operazione che, per le fatture immediate e i corrispettivi, è rispettivamente la data della fattura  e la data del corrispettivo giornaliero, mentre per la fattura differita è la data dei DDT o dei documenti equipollenti richiamati in fattura.

Per ragioni di semplificazione e in coerenza con la ratio del contributo a fondo perduto COVID- 19, si ritiene che concorrono a formare l’ammontare del fatturato anche le cessioni di beni ammortizzabili.

Quindi, si ritiene che se la fattura della cessione dell’immobile strumentale ha partecipato alla liquidazione dell’IVA nel mese di aprile 2019, la stessa concorre al calcolo del fatturato del mese di aprile 2019 da confrontare con il fatturato del mese di aprile 2020 ai fini del diritto al contributo a fondo perduto COVID-19, ai sensi del più volte citato articolo 25.

20/11/2020