L’intervento normativo, operato con l’art. 1, comma 677, legge n. 160/2019, si sostanzia nella riscrittura della lettera c) dell’art. 51, comma 2, TUIR che nella formulazione previgente sanciva l’esclusione dal reddito di lavoro dipendente delle “somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro, nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi, o, fino all’importo complessivo giornaliero di euro 5,29, aumentato a euro 7 nel caso in cui le stesse siano rese in forma elettronica”.

Per effetto delle modifiche introdotte dalla legge di Bilancio 2020, la soglia di non imponibilità

  • per i buoni cartacei viene rideterminata da 5,29 euro a 4 euro;
  • per i buoni erogati in forma elettronica viene incrementata da 7 a 8 euro.

La modifica normativa tende a premiare la maggiore affidabilità fiscale dei buoni elettronici, garantita dall’informatizzazione del processo di emissione e gestione dei titoli che ne assicurano la relativa tracciabilità.

 

 

La modifica si applica dal 1° gennaio 2020.