Proroga per le imprese turistico-ricettive

Entrando nel dettaglio, il nuovo decreto legge, in primo luogo, interviene sull’ultimo periodo del comma 5 dell’art. 28 del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020), prevedendo un’ulteriore estensione del periodo agevolato per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator.

Si ricorda che per tali soggetti, la legge di Bilancio 2021 (legge n. 178/2020, art. 1, comma 602) ha prorogato la spettanza dell’agevolazione fino al 30 aprile 2021.

Il decreto Sostegni bis ne conferma la validità per un mese. Pertanto, a seguito della modifica in arrivo, le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator potranno beneficiare del credito di imposta anche per il mese di maggio 2021.

Confermate tutte le condizioni di accesso al beneficio.

In particolare, ai sensi dell’art. 28, comma 3, del decreto Rilancio, le strutture alberghiere, termali e agrituristiche, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator hanno diritto al credito d’imposta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente.

La spettanza del credito d’imposta è inoltre subordinata alla verifica del calo del fatturato o dei corrispettivi : ai fini della fruizione del credito d’imposta, le imprese turistico ricettive, le agenzie di viaggio e i tour operator devono verificare di aver subito una flessione del fatturato o dei corrispettivi nel mese di riferimento dell’anno 2021 di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del 2019.

Il calcolo del fatturato e dei corrispettivi relativi ai mesi agevolati deve essere eseguito considerano le operazioni effettuate nei predetti mesi, fatturate e certificate, che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese, cui vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA.

La verifica deve essere effettuata mese per mese , prendendo come parametro di riferimento lo stesso mese dell’anno precedente. Pertanto, può accadere che il calo del fatturato non risulti verificato per l’intera durata del periodo agevolabile, con la conseguenza che il credito d’imposta spetterà solo per alcune delle mensilità ammesse al credito d’imposta.

Il requisito della riduzione del fatturato o dei corrispettivi non è necessario per le attività avviate nel 2019 e per le partite IVA con sede in uno dei comuni con stato d’emergenza in atto al 31 gennaio 2020.

Nuova edizione del bonus

Per tutti i soggetti diversi dalle imprese turistico-ricettive, dalle agenzie di viaggio e dai tour operator, il decreto Sostegni bis invece riattiva l’agevolazione per i canoni relativi ai mesi da gennaio a maggio 2021, ma, rispetto al decreto Rilancio, vengono ridefiniti i requisiti per la sua fruizione.

Alla nuova edizione del bonus, possono accedere i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione , con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello di entrata in vigore al decreto (nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni bis (2019 per i soggetti con periodo di imposta coincidente con l’anno solare).

Ammessi anche gli enti non commerciali , compresi gli Enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Per i soggetti locatari esercenti attività economica, il diritto al beneficio matura a condizione che l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 sia inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Il credito d’imposta spetta anche in assenza del calo del fatturare ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019.

Con specifico riferimento agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti , riprendendo (ed adattando) i chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 14/E/2020 in merito al bonus locazioni del decreto Rilancio, tali soggetti possono beneficiare del credito d’imposta anche se svolgono un’attività commerciale , oltre a quella istituzionale, purché in modo non prevalente ed esclusivo.

Tuttavia, nel caso in cui l’ente non commerciale svolga, nel medesimo immobile, anche attività commerciale, il credito d’imposta è attribuito in relazione al canone di locazione afferente alle due sfere (istituzionale e commerciale ) e nel rispetto dei differenti requisiti individuati dalla norma. Pertanto, per il canone di locazione corrisposto per la sola parte relativa all’attività commerciale, l’ente non commerciale deve verificare di non aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi in misura superiore a 10 milioni di euro e di aver avuto un calo del fatturato o dei corrispettivi nel 2020 di almeno il 30% rispetto al 2019.

Qualora invece l’ente svolga, all’interno dell’immobile individuato, solo attività istituzionale non è richiesta la citata verifica del calo dei flussi reddituali di almeno il 30% rispetto al 2019, fermo restando il rispetto della soglia dei 10 milioni di euro in relazione ai precedetti flussi reddituali.

Misura del bonus

Il decreto Sostegni bis conferma la misura del credito di imposta fissata al comma 1 e 2 del decreto Rilancio.

In particolare, il bonus è riconosciuto in misura pari al 60% dei canoni di locazione , di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo (destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo).

In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda , comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo utilizzato nell’esercizio di attività d’impresa, il credito d’imposta spetta invece nella misura del 30% dell’importo del canone.

Per le strutture turistico-ricettive , il bonus per l’affitto d’azienda è pari al 50% e, nel caso in cui relativamente alla stessa struttura vengano stipulati 2 distinti contratti, uno per la locazione dell’immobile e uno per l’affitto dell’azienda, il beneficio spetta per entrambi i contratti.

L’agevolazione è concessa nel rispetto dei limiti e delle condizioni del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato.

24/05/2021