In base ai dati in proprio possesso, l’Agenzia delle Entrate provvede, per ciascun trimestre , all’integrazione delle fatture che non riportano l’evidenza dell’assolvimento dell’imposta di bollo, ma per le quali l’imposta risulta dovuta.

Entro il giorno 15 del mese successivo a ciascun trimestre, l’Agenzia, all’interno del portale “Fatture e corrispettivi”, mette a disposizione del soggetto che ha trasmesso le fatture elettroniche al Sistema di Interscambio due elenchi contenenti gli estremi delle fatture elettroniche emesse nel trimestre di riferimento.

In particolare, si tratta:

  • dell’elenco A (non modificabile ), che contiene gli estremi delle fatture correttamente assoggettate all’imposta di bollo (campo valorizzato a “SI” nel file XML contenente la fattura elettronica);
  • dell’elenco B (modificabile ), che contiene gli estremi delle fatture che presentano i requisiti per l’assoggettamento all’imposta di bollo, ma che non riportano l’indicazione prevista (campo non presente nel file XML contenente la fattura elettronica).

A sua volta, il contribuente o l’intermediario delegato, qualora ritenga che, in relazione ad una o più fatture integrate dall’Agenzia delle Entrate, non risultino realizzati i presupposti per l’applicazione dell’imposta di bollo, procede alla variazione dei dati comunicati .

Imposta di bollo: versamento e controlli

Sulla base dei dati presenti negli elenchi A e B (quest’ultimo nella versione modificata entro i termini dal contribuente), l’Agenzia delle Entrate procede al calcolo dell’imposta di bollo dovuta per il trimestre di riferimento e ne evidenzia l’importo nell’area riservata del portale “Fatture e corrispettivi” entro il giorno 15 del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre. Per il secondo trimestre, tale data slitta al 20 settembre .

L’imposta di bollo deve essere versata entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo al trimestre per quanto riguarda le fatture elettroniche del primo, terzo quarto trimestre , in quanto – per le fatture elettroniche del secondo trimestre – il relativo versamento deve essere effettuato entro il 30 settembre , cioè entro l’ultimo giorno del terzo mese successivo alla chiusura del trimestre.

In via di eccezione:

  • se l’ammontare dell’imposta di bollo complessivamente dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno non è superiore a 250 euro, in luogo della scadenza ordinaria, fissata al 31 maggio, è possibile procedere al pagamento entro il 30 settembre , che coincide con il termine previsto per il versamento dell’imposta relativa al secondo trimestre;
  • se, invece, l’imposta di bollo dovuta nei primi due trimestri dell’anno non è superiore a 250 euro, il pagamento potrà essere effettuato entro il 30 novembre , previsto per il versamento dell’imposta relativa al terzo
  • Termine di versamento

 I trimestre

             31 maggio, se l’ammontare dell’imposta di bollo complessivamente dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno è                                           superiore a 250 euro

30 settembre, se l’ammontare dell’imposta di bollo complessivamente dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno non è                              superiore a 250 euro

II trimestre

           30 settembre

III trimestre

           30 novembre, che coincide anche con il termine di versamento dell’imposta di bollo dovuta nei primi due trimestri dell’anno non è superiore a 250                                   euro

IV trimestre

           28 febbraio

Il pagamento viene eseguito semplicemente indicando sull’apposita funzionalità web del portale “Fatture e corrispettivi ” l’IBAN corrispondente al conto corrente intestato al contribuente, sul quale viene così addebitato l’importo dell’imposta di bollo dovuta.

Nel caso di ritardo rispetto alla scadenza prevista, la procedura web calcola e consente il pagamento della sanzione e degli interessi previsti per il ravvedimento operoso. In alternativa, il contribuente può versare l’importo dovuto tramite modello F24, da presentarsi in modalità telematica. I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

  • 2521 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – primo trimestre;
  • 2522 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – secondo trimestre;
  • 2523 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – terzo trimestre;
  • 2524 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – quarto trimestre;
  • 2525 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche – sanzioni;
  • 2526 – Imposta di bollo sulle fatture elettroniche –

Sanzioni

In caso di ritardato, omesso o insufficiente versamento, l’Agenzia delle Entrate trasmette al contribuente una comunicazione telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata presente nell’elenco INI-PEC (Indice nazionale degli indirizzi di PEC), nella quale indica l’ammontare dell’imposta, della sanzione del 30% ridotta a 1/3 , nonché degli interessi dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello dell’elaborazione della comunicazione.

È ammesso il ravvedimento operoso, cosicché la sanzione sulla quale applicare, in caso di definizione entro 30 giorni dalla comunicazione , la riduzione di 1/3 è pari:

  • al 30% , se il versamento è eseguito oltre 90 giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento;
  • al 15% , se il versamento è eseguito entro 90 giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento;
  • a 1/15 per ciascun giorno di ritardo, se il versamento è eseguito entro 15 giorni dalla scadenza del termine per l’adempimento.

Se il contribuente non provvede al pagamento, in tutto o in parte, delle somme dovute entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione , ovvero entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione definitiva delle somme rideterminate a seguito dei chiarimenti forniti dallo stesso contribuente in merito ai pagamenti dovuti, il competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate procede all’iscrizione a ruolo a titolo definitivo dell’imposta non versata, della sanzione e degli interessi.

10/06/2021