Per il riconoscimento del reddito di emergenza chi occupa senza titolo un immobile può autocertificare la residenza nello stesso immobile occupato. A una condizione: che nell’immobile siano presenti persone minori di età o meritevoli di tutela quali individui malati gravi, portatori di handicap, in difficoltà economica e senza dimora. E’ la novità contenuta nella legge di conversione del decreto Rilancio, che ha aggiunto il comma 2-bis all’art. 82. Obiettivo del legislatore: maggiori tutele per i nuclei familiari più disagiati e semplificazione delle procedure di accertamento della residenza funzionale alla presentazione della domanda per il Rem.

Ai fini del riconoscimento del reddito di emergenza gli occupanti abusivi di un immobile possono autocertificare la loro residenza nell’immobile occupato qualora siano presenti persone minori di età o meritevoli di tutela quali individui malati gravi, portatori di handicap, in difficoltà economica e senza dimora. Lo prevede la legge di conversione del decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) che estende il termine di presentazione delle domande di accesso al Rem al 31 luglio 2020 (in luogo del 30 giugno 2020), abrogando il decreto legge n. 52/2020.

Cosa è il reddito di emergenza

L’articolo 82 del decreto Rilancio ha istituito il Reddito di emergenza (Rem) con l’obiettivo di fornire un sostegno straordinario al reddito ai nuclei familiari in condizione di necessità economica che, nel periodo emergenziale da COVID-19, non hanno avuto accesso alle altre misure di sostegno previste dal Decreto Cura Italia. Con la circolare n. 69 del 3 giugno 2020 l’INPS ha fornito i chiarimenti e le indicazioni per la presentazione della domanda.

A chi e quando può essere erogato

Il Rem può essere erogato in due quote mensili. L’importo di ciascuna quota è compreso fra 400 e 800 euro in base alla numerosità del nucleo familiare e alla presenza di componenti disabili gravi o non autosufficienti (in questo ultimo caso il tetto massimo del beneficio sale a 840 euro).

Per avere diritto al Rem il richiedente essere residente in Italia al momento di presentazione della domanda (non è prevista una durata minima di permanenza) e il nucleo familiare al quale appartiene deve essere in possesso dei seguenti requisiti economici:

  • un valore del reddito familiare , nel mese di aprile 2020, inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio;
  • un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 (verificato al 31

dicembre 2019) inferiore a 10.000 euro, soglia elevata di 5.000 euro per ogni componente successivo al primo e fino a un massimo di 20.000 euro. La soglia e il massimale sono incrementati di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza;

  • un valore ISEE, attestato dalla DSU valida al momento della presentazione della domanda, inferiore a 15.000

Come e quando presentare domanda

Il Rem può essere richiesto all’INPS da uno dei componenti del nucleo familiare, in nome e per conto di tutto il nucleo familiare nelle seguenti modalità:

  • direttamente sul sito web dell’Istituto (con PIN dispositivo, SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica)
  • attraverso i centri di assistenza fiscale (di cui all’art. 32 del D.Lgs. 241/1997), previa stipula di una convenzione con l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS);
  • presso gli istituti di patronato (di cui alla legge 152/2001). Alla relativa pratica si applica il medesimo punteggio concernente le pratiche inerenti gli assegni sociali (valutate come al numero 8 della tabella D allegata al decreto 10 ottobre 2008, 193).

La domanda di Rem può essere presentata entro il 31 luglio 2020, così come previsto dall’art. 2 del decreto legge 16 giugno 2020, n. 52, prorogando il termine iniziale del 30 giugno.

Chi non ha diritto al Rem

In quanto misura residuale rispetto alle altre misure di sostegno, il Rem è erogabile solo se nessuno dei membri del nucleo familiare richiedente abbia già usufruito delle altre indennità previste dalle misure emergenziali e se non ci siano nel nucleo persone che percepiscono pensione o un reddito da lavoro dipendente superiore alla soglia massima di reddito familiare, individuata in relazione alla composizione del nucleo.

Inoltre, non hanno diritto al Rem:

  • i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena. Dalla formulazione della disposizione, si tratta di condannati in via definitiva che si trovano in carcere in esecuzione della pena L’esclusione dal Rem non opera per i detenuti in stato di custodia cautelare, e dunque in attesa di giudizio;
  • coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione

21/07/2020