Beneficiari

Possono beneficiare delle misure in commento:

  • le imprese alberghiere;
  • le strutture che svolgono attività agrituristica e quelle ricettive all’aria aperta (campeggi);
  • le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, inclusi gli

stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici e i parchi tematici (compresi i parchi acquatici e faunistici),

che realizzano interventi ammissibili alle agevolazioni a decorrere dal 7 novembre 2021 (data in cui è entrato in vigore il Decreto) fino al 31 dicembre 2024.

Interventi agevolabili

 Per gli interventi agevolabili, realizzati tra il 7 novembre 2021 e il 31 dicembre 2024, è possibile fruire sia di un credito d’imposta che di un contributo a fondo perduto.

Gli incentivi, che non sono cumulabili con altri contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubblici concessi per gli stessi interventi, sono erogati fino a esaurimento delle risorse stanziate (100 milioni di euro per il 2022, 180 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024, 40 milioni per il 2025), secondo l’ordine cronologico delle domande  (l’esaurimento dei fondi sarà comunicato sul sito del Ministero del Turismo).

Spese ammissibili

Sono ammissibili le spese, comprese quelle per la relativa progettazione, sostenute effettivamente (secondo le regole dettate dall’art. 109 del Tuir) per i seguenti interventi:

  • incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica;
  • eliminazione delle barriere architettoniche;
  • opere edilizie (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione) funzionali alla realizzazione degli interventi indicati nei primi due punti;
  • realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per le attività termali;
  • digitalizzazione (impianti wi-fi, siti web ottimizzati per il sistema mobile, programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, spazi e pubblicità per promuovere e commercializzare servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme specializzate, consulenza per la comunicazione e il marketing digitale, strumenti per la promozione di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità, art. 9, c. 2, D.L. n. 83/2014).

Credito d’imposta

Il credito viene concesso nella misura dell’80% delle spese sostenute ed è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 senza applicazione dei limiti in materia di utilizzo di crediti d’imposta (articolo 34, comma 1, legge 388/2000, e articolo 1, comma 53, legge 244/2007), a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui gli interventi agevolabili sono stati realizzati.

Per evitare che il bonus utilizzato in compensazione superi l’importo concesso dal Ministero del Turismo, quest’ultimo trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse all’agevolazione, con indicazione del bonus accordato, del contributo a fondo perduto, nonché delle eventuali variazioni e revoche.

Il credito spetta anche per gli interventi avviati dopo il 1° febbraio 2020 e non ancora conclusi alla data di entrata in vigore del Decreto (7 novembre 2021), a condizione che le relative spese siano sostenute a decorrere da quella data. Invece, per gli interventi già conclusi, continuano a valere le regole dettate dall’art. 79, D.L. 104/2020.

Contributo a fondo perduto

Il contributo viene concesso in misura non superiore al 50% delle spese ammissibili e, comunque, nel limite di 100 mila euro.

Viene riconosciuto per un importo massimo di 40 mila euro, che può essere aumentato, anche cumulativamente:

  • fino a ulteriori 30 mila euro, se l’intervento prevede spese per la digitalizzazione e l’innovazione delle strutture in chiave tecnologica ed energetica per almeno il 15% dell’importo totale;
  • fino a ulteriori 20 mila euro, se il destinatario ha i requisiti per accedere ai benefici per l’imprenditoria femminile (art. 53, D.Lgs. n. 198/2006) o quella giovanile (società cooperative o di persone costituite per almeno il 60% da giovani di età tra i 18 e i 35 anni, società di capitali con almeno i due terzi delle quote possedute da giovani e con organi di amministrazione costituiti per almeno i due terzi da giovani, imprese individuali gestite da giovani);
  • fino a ulteriori 10 mila euro, per le imprese con sede operativa nei territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Il contributo a fondo perduto viene erogato in un’unica soluzione alla fine dell’intervento.

É possibile, però, richiederne un’anticipazione fino al 30% presentando idonea garanzia fideiussoria rilasciata da una banca, da un’impresa assicurativa o da un intermediario finanziario iscritto al relativo albo, oppure cauzione costituita, a scelta, in contanti, bonifico, assegni circolari o titoli di Stato.

30/12/2021