Trasferta

Hanno diritto a percepire l’indennità di trasferta tutti i lavoratori dipendenti chiamati a svolgere l’attività di lavoro subordinato, in modo provvisorio e temporaneo, presso un luogo di lavoro differente da quello in cui espleta abitualmente l’attività lavorativa, cui rimane, tuttavia, funzionalmente collegato (nell’art. 51, co. 5 e 6 del TUIR).

Lo svolgimento delle prestazioni lavorative in trasferta comporta un maggior disagio per il lavoratore, e giustifica l’erogazione di una indennità che, generalmente, ha una duplice funzione:

  • restitutoria delle maggiori spese sopportate dal lavoratore;
  • retributiva del maggior

In corrispondenza con il temporaneo svolgimento dell’attività lavorativa in luogo diverso dalla sede contrattuale di lavoro, nell’interesse e su disposizione unilaterale del datore di lavoro, al lavoratore, in accordo a quanto previsto dalla contrattazione collettiva, viene riconosciuta un’indennità giornaliera di trasferta e, in aggiunta o in alternativa, il rimborso delle spese sostenute in tale occasione.

Per gli spostamenti in Italia , al di fuori del Comune sede di lavoro, l’indennità di trasferta è esente sia dalle imposte che dai contributi previdenziali, sino al limite giornaliero di:

  • 46,48 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le sole spese di viaggio;
  • 30,99 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese o di vitto o di alloggio;
  • 15,49 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese di vitto e di alloggio.

Per gli spostamenti all’estero l’indennità di trasferta è esente sino al limite giornaliero di:

  • 77,47 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le sole spese di viaggio;
  • 51,65 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese o di vitto o di alloggio;
  • 25,82 euro, se al lavoratore sono rimborsate a parte le spese di viaggio assieme alle spese di vitto e di alloggio.

L’indennità di trasferta può essere erogata in 3 diverse modalità , cui corrispondono diverse regole di imponibilità:

  • forfettaria : il dipendente riceve una somma forfettaria, indipendentemente dalle spese effettivamente La cifra eccedente questi importi è imponibile ai fini fiscali e contributivi mentre per l’azienda sarà tutto deducibile senza alcun limite;
  • misto: in caso di rimborso delle spese di alloggio, ovvero quelle di vitto, il limite dell’indennità giornaliera di trasferta esente da tassazione si riduce di un terzo rispetto al rimborso Qualora, invece, il datore di lavoro procede al rimborso sia delle spese di vitto sia delle spese di alloggio, il limite dell’indennità giornaliera di trasferta esente da tassazione si riduce di due terzi;
  • a piè di lista : rimborso di tutte le spese sostenute: vitto, alloggio e qualsiasi altra spesa anche non documentata, purché analiticamente attestata dal dipendente.

L’indennità di trasferta può essere erogata in piena  esenzione fiscale e contributiva a condizione che sussistano le seguenti condizioni:

  • esigenze occasionali del datore di lavoro non prevedibili al momento dell’assunzione;
  • temporaneità : non è prevista una durata massima della trasferta, ma è indispensabile il rientro nella sede di lavoro;
  • assoggettamento, anche durante il periodo di trasferta, alle direttive del datore di lavoro e non alle direttive di terzi.

L’indennità di trasferta va corrisposta per tutte le giornate in cui il lavoratore si trova in missione, comprese quindi le giornate di riposo, le giornate di festività e le eventuali giornate in cui il lavoratore non presti l’attività lavorativa per assenze connesse agli eventi di infortunio o malattia.

 Trasfertismo

Vengono definiti trasfertisti (art. 51, co. 6 TUIR) i lavoratori per i quali sussistono contestualmente le seguenti condizioni:

  • nessuna specifica sede di lavoro indicata nel contratto o nella lettera di assunzione;
  • attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente;
  • corresponsione al dipendente di un’indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, a prescindere da se e dove il lavoratore si reca effettivamente a prestare l’attività.

Sono ad esempio considerati trasfertisti i lavoratori che sono occupati in imprese edili, gli impiegati commerciali, gli addetti all’installazione e manutenzione di impianti e gli autisti di linea extraurbana.

L’indennità erogata ai trasfertisti è dovuta in misura fissa in base a quanto stabilito nel contratto collettivo applicato.

Attenzione

 In considerazione della natura “mista” della stessa (risarcitoria e retributiva) l’indennità di trasferta è compresa tra le somme erogate ai lavoratori dipendenti rientranti nell’ambito degli obblighi di tracciabilità .

Non rientrano in detto obbligo le somme versate esclusivamente a titolo di rimborso documentato che hanno natura solo restitutoria.

L’indennità di trasfertismo viene erogata mensilmente nel LUL per un importo sempre costante concorre a formare base imponibile contributiva in misura pari al 50% del suo valore.

Non si applica invece alcuna esenzione:

  • alle indennità o i rimborsi di spese per le trasferte nell’ambito del territorio comunale;
  • l’eventuale rimborso analitico da parte del datore di lavoro delle spese sostenute dal trasfertista comporta invece la totale imponibilità della somma.

L’erogazione dell’indennità di trasferta per i lavoratori trasfertista è erogata mensilmente in misura fissa .

E’ stata esclusa l’assimilabilità degli autotrasportatori di merci ai trasfertisti proprio in considerazione del fatto che le indennità ad essi corrisposte non hanno carattere continuativo ma competono soltanto per giorni di effettiva trasferta.

13/05/2021